# ChatGPT vira a sinistra nell’80% dei casi: Gemini è l’unico a fare eccezione

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Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-01
Categoria: Intelligenza Artificiale

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**Un’indagine del Washington Post ha testato i principali chatbot AI su domande politiche, e il risultato è netto: quasi tutti, inclusi quelli venduti come “anti-woke” o conservatori, producono risposte orientate a sinistra. L’unica eccezione è Google Gemini 3.1 Pro**.

## ChatGPT e DeepSeek: i più sbilanciati di tutti

**GPT-5.5 di OpenAI** si è rivelato il modello più orientato politicamente: nell’**80% dei casi** ha fornito argomenti esclusivamente di sinistra, sostenendo ad esempio tasse più alte sui ricchi e un sistema sanitario pubblico unico, secondo [l’analisi pubblicata su The Decoder](https://the-decoder.com/most-major-ai-chatbots-still-lean-left-on-political-questions-even-anti-woke-models-are-no-exception/).

**DeepSeek V4 Pro** non se la cava meglio: al **70% di risposte esclusivamente di sinistra**, entrambi i modelli si sono persino espressi contro la pena di morte, nonostante la maggioranza degli americani la sostenga da decenni secondo Gallup.

⚠️ **Attenzione:** quando usi ChatGPT o DeepSeek per informarti su temi politici o sociali, stai ricevendo un punto di vista statisticamente orientato. Non è neutralità, è una scelta di addestramento.

## Grok di Elon Musk “anti-woke”? Solo a metà

**Grok 4.3 di xAI**, il chatbot che **Elon Musk** promuove come strumento “truth-seeking” e alternativo al mainstream progressista, ha prodotto più risposte di destra rispetto agli altri modelli testati. Ma ha comunque risposto in modo esclusivamente di sinistra più spesso di quanto abbia dato risposte esclusivamente di destra.

Il caso più clamoroso riguarda **Arya di Gab**, piattaforma social di destra che descrive il proprio chatbot come “built with Christian values and conservative principles”. Nel test del Washington Post, Arya ha risposto con argomenti di sinistra **dodici volte più spesso** che con argomenti di destra.

La spiegazione è scomoda ma logica: questi modelli vengono addestrati sugli stessi dati degli altri, spesso addirittura sugli output di ChatGPT. Il bias si eredita prima ancora che inizi il fine-tuning.

Non è la prima volta che emerge questo pattern: uno studio del 2023 della **Università di Washington** aveva già documentato uno spostamento a sinistra su ChatGPT-3.5 usando il Political Compass Test, con punteggi che collocavano il modello in area progressista-libertaria. OpenAI aveva risposto che il problema era nella formulazione delle domande, non nel modello. Due anni dopo, il problema è ancora lì, più misurabile di prima.

## Google Gemini è l’eccezione che conferma la regola

💡 **L’analisi:** Il fatto che Gemini 3.1 Pro presenti entrambe le prospettive nel 93% dei casi non dimostra che Google sia più neutrale per principio: dimostra che ha investito più degli altri nel bilanciamento esplicito delle risposte politiche, probabilmente per motivi regolatori e di rischio reputazionale in mercati come l’Europa.

**Google Gemini 3.1 Pro** ha presentato entrambe le prospettive politiche nel **93% dei casi**, risultando l’unico modello con una gestione sistematica del bilanciamento. Claude Opus 4.8 di **Anthropic** si colloca a metà strada: risposte esclusivamente di sinistra nel **43% dei casi**, entrambe le prospettive nel **57%**.

Il motivo per cui Gemini fa meglio ha probabilmente radici concrete: **Google ha subito la pressione del Congresso americano** già nel 2024, quando alcuni senatori repubblicani avevano chiesto spiegazioni sul comportamento politico dei suoi prodotti AI. Quel tipo di scrutinio pubblico lascia tracce nei processi di fine-tuning.

## Cosa succede nei prossimi 12 mesi

Il **AI Act europeo** prevede obblighi di trasparenza per i modelli ad alto rischio, e i chatbot usati per informazione politica rientrano esattamente in quella categoria. Se la Commissione inizierà a richiedere audit sul bias politico, OpenAI e Anthropic dovranno correggere il tiro non per scelta ma per obbligo normativo.

Il rischio concreto è che il bilanciamento diventi un esercizio formale: risposte che presentano “entrambi i lati” in modo meccanico, senza che questo si traduca in qualità informativa reale. Gemini fa meglio oggi, ma un bilanciamento imposto per compliance non è la stessa cosa di un bilanciamento progettato per l’utente.

La questione ha implicazioni concrete anche per chi usa questi strumenti in Italia per farsi un’opinione su temi come immigrazione, sanità pubblica o fisco. Se l’IA che usi ha un orientamento implicito, stai ricevendo un filtro editoriale invisibile.

Vale la pena sapere che le funzioni AI integrate nei dispositivi usano spesso questi stessi modelli sottostanti. La mia lettura è che nessuna azienda tech, al momento, ha davvero risolto questo problema: Gemini fa meglio degli altri, ma “meglio” non è uguale a “neutro”. E finché il benchmark di riferimento rimane ChatGPT, il settore si autoconvalida su uno standard già sbilanciato.

Stay tech 🦾
