# ChatGPT inventa testimoni in un appello per omicidio: avvocato multato di 5.000 dollari

URL: https://menteinformatica.it/intelligenza-artificiale/chatgpt-avvocato-multato-appello-omicidio/
Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-09-12
Categoria: Intelligenza Artificiale

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Un appello contro una condanna per omicidio, in New Mexico, conteneva testimoni che non sono mai esistiti e una testimonianza della polizia mai rilasciata. Li aveva scritti ChatGPT, e l’avvocato che ha firmato l’atto, **Stephen Aarons**, non se n’è accorto prima di depositarlo.

La Corte Suprema dello Stato lo ha multato per **5.000 dollari** e lo ha ritenuto in **contempt of court** per non aver verificato le affermazioni di fatto è i riferimenti legali contenuti nel documento generato dall’[intelligenza artificiale](https://menteinformatica.it/intelligenza-artificiale/anthropic-claude-allineamento-modello-potente/).

## Un appello per omicidio, non una causa qualunque

Il dettaglio che distingue questo caso da altri episodi simili è la posta in gioco. Non si tratta di una controversia civile o di una causa minore: è l’**appello contro una condanna per omicidio**, uno dei procedimenti più delicati che un sistema giudiziario possa gestire.

In un atto depositato in tribunale, la corte ha scritto che il documento presentato da Aarons conteneva testimonianze false attribuite a testimoni completamente inventati, oltre ad altre affermazioni false riferite alla polizia.

## Il precedente che si allunga

Casi di avvocati sanzionati per aver citato sentenze o fonti legali inesistenti, generate da chatbot, si sono già visti negli Stati Uniti. Quello che cambia qui è il contesto: non una causa qualsiasi, ma un procedimento penale d’appello con conseguenze dirette sulla libertà di una persona.

La sanzione pecuniaria e l’accusa formale di contempt danno a questo episodio un peso concreto che altri casi, risolti con semplici ammonimenti, non avevano avuto.

Un giudice ha chiesto pubblicamente all’avvocato se leggesse le notizie, prima di multarlo.

Secondo quanto emerge dallo scambio in udienza, un giudice della Corte Suprema ha chiesto direttamente all’avvocato se seguisse l’attualità, un modo netto per sottolineare che i rischi di affidarsi a un chatbot senza controlli non sono più una novità per chi lavora nel settore legale.

## Perché il numero di casi cresce

L’uso di strumenti di intelligenza artificiale generativa tra gli avvocati statunitensi sta aumentando, secondo dati citati dall’**American Bar Association**. Con più professionisti che si affidano a questi strumenti per la ricerca e la stesura degli atti, crescono di pari passo i casi in cui un tribunale scopre citazioni o fatti inventati.

Con un uso più diffuso di questi strumenti, aumentano anche le occasioni in cui contenuti non verificati possono finire davanti a un giudice.

Il punto debole non è la tecnologia in sé, ma la scelta di saltare la verifica manuale su un atto che decide della libertà di una persona. Un modello linguistico non ha modo di sapere se un testimone sia mai esistito: lo inventa con la stessa sicurezza con cui riporterebbe un fatto vero, e la responsabilità di controllarlo resta interamente di chi firma il documento.

Un avvocato che deposita un appello per omicidio senza rileggere nomi e circostanze non ha semplicemente delegato un compito a un software: ha smesso di fare il suo lavoro.
