# ChatGPT ora può avvisare una persona cara se stai male: decide lui quando farlo

URL: https://menteinformatica.it/intelligenza-artificiale/chatgpt-trusted-contact-salute-mentale-openai/
Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-05-10
Categoria: Intelligenza Artificiale

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**OpenAI ha lanciato il 7 maggio 2026 una funzione chiamata [Trusted Contact per ChatGPT](https://www.notebookcheck.net/OpenAI-s-new-ChatGPT-feature-can-alert-a-trusted-contact-during-mental-health-crises.1292458.0.html): se durante una conversazione il sistema rileva segnali di rischio per la salute mentale dell’utente, può notificare un contatto di fiducia che hai scelto tu.**

## Come funziona Trusted Contact: i dettagli che contano

Dalle impostazioni di **ChatGPT** puoi designare **un singolo adulto** (maggiore di 18 anni, 19 in Corea del Sud) come contatto di emergenza. Quel contatto non deve necessariamente avere un account ChatGPT, ma averlo accelera l’invio della notifica.

Se la conversazione vira su temi gravi come l’autolesionismo, ChatGPT può fare due cose: suggerire all’utente di contattare direttamente il suo contatto di fiducia, oppure farlo in autonomia. In questo secondo caso, prima che la notifica parta, **un piccolo team umano di OpenAI** rivede la situazione, con un obiettivo dichiarato di rispondere entro **un’ora**.

📌 **Da sapere:** Trusted Contact è disponibile da oggi per tutti gli utenti ChatGPT a livello globale, inclusa l’Italia. Non sostituisce i servizi di emergenza o le linee di ascolto psicologico, che ChatGPT continua a promuovere quando necessario.

## Perché OpenAI ha sentito l’urgenza di muoversi adesso

Negli ultimi anni chatbot come **ChatGPT** e i suoi competitor sono stati criticati ripetutamente per aver rafforzato pensieri paranoici o aver spinto utenti fragili verso derive emotive peggiori. Il termine **“AI psychosis”** è entrato nel dibattito pubblico proprio per descrivere questo rischio specifico: il chatbot come finto terapeuta, sempre disponibile, che non sa dire “no”.

OpenAI ammette che questi episodi gravi esistono, anche se li definisce rari. La decisione di inserire una revisione umana prima di ogni notifica è la scelta che trovo più sensata in questo contesto: delegare tutto all’algoritmo, in situazioni simili, sarebbe stato un errore clamoroso.

Il fatto che ogni alert venga esaminato da una persona prima di partire cambia la sostanza della cosa.

## La mossa giusta, con un rischio che non va ignorato

💡 **L’analisi:** Trusted Contact funzionerà solo se gli utenti più a rischio non impareranno a evitare certi argomenti per non “far scattare i sensori”. OpenAI deve tenere questo equilibrio sotto controllo costante, altrimenti la funzione protegge solo chi ne ha meno bisogno.

La stessa logica si applica a funzioni simili che potremmo vedere arrivare anche su altri servizi AI. Ho già analizzato come **OpenAI** stia costruendo livelli di sicurezza multipli attorno a ChatGPT, dalla [sicurezza avanzata degli account](https://menteinformatica.it/intelligenza-artificiale/openai-chatgpt-sicurezza-avanzata-yubico/) fino a strumenti di protezione contestuale come questo.

Il percorso è coerente, anche se ogni singolo pezzo richiede tempo per essere rodato.

Il punto che nessuno sta dicendo abbastanza chiaramente: questa funzione sposta su **OpenAI** una responsabilità enorme. Decidere quando una conversazione è abbastanza grave da giustificare una notifica a terzi è un giudizio che appartiene alla medicina, non a un’azienda tech californiana.

Lo capisco come passo necessario, ma non mi aspetto che funzioni senza controversie nelle prime settimane.

Stay tech 🦾
