# Google dichiara 950 milioni di utenti Gemini: ChatGPT perde la metà del mercato

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Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-01
Categoria: Intelligenza Artificiale

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I numeri arrivano da due fonti distinte, ed è importante tenerle separate. **950 milioni di utenti mensili** per Gemini è un dato dichiarato direttamente da Google nell’earnings call del secondo trimestre 2026: difficile dubitarne. Il calo di **ChatGPT sotto il 50% di quota di mercato** tra gli assistenti AI viene invece dai dati di **Sensor Tower** per il primo semestre 2026, una fonte di analisi di mercato autorevole ma non ufficiale. Tenere distinte le due cose non sminuisce la notizia: semmai la rende più solida.

## La crescita di Gemini in numeri

A febbraio 2026 Gemini contava **750 milioni di utenti mensili**. Oggi siamo a 950 milioni. Un anno fa erano circa un terzo. La traiettoria è chiara e la velocità è insolita per un prodotto che fino a poco tempo fa inseguiva.

27,7%quota di mercato di Gemini tra gli assistenti AI (H1 2026, Sensor Tower)

Secondo i dati di Sensor Tower, Gemini è salito al 27,7% di quota, mentre ChatGPT, che ha raggiunto il miliardo di utenti a giugno, è sceso per la prima volta sotto il 50%. Non è ancora un sorpasso, ma il mercato che sembrava già definito non lo è affatto.

C’è poi un dato che colpisce per ragioni diverse: **137 milioni di download di Gemini su iOS** negli ultimi 12 mesi, secondo AppFigures. Non sono utenti Android con l’app preinstallata: sono persone che hanno scelto attivamente di installare l’app di Google su un iPhone. Quella distinzione conta, perché misura intenzione, non distribuzione passiva.

## Cosa sta spingendo la crescita

Sundar Pichai ha citato due funzioni specifiche durante la call: **Daily Brief** e **Gemini Spark**. Daily Brief è il riepilogo proattivo mattutino, calendario, notizie, email, che crea un punto di contatto quotidiano con l’assistente. Spark è l’agente con memoria persistente tra sessioni, già in distribuzione negli USA e a livello internazionale, che agisce per conto dell’utente.

Gemini Spark rappresenta un cambio di paradigma rispetto alla chat classica: un assistente che ricorda il contesto e compie azioni autonome è strutturalmente più difficile da abbandonare di uno che ricomincia da zero a ogni conversazione. Questo tipo di funzione incide sulla fidelizzazione in modo misurabile, non cosmetico.

Un assistente che ricorda il contesto tra sessioni è strutturalmente più difficile da abbandonare di uno che ricomincia da zero ogni volta.

Sul fronte della Ricerca, Google ha dichiarato che la modalità AI di Search ha superato **1 miliardo di utenti** e sta generando un aumento incrementale delle query. Pichai ha usato il termine «incrementale» con cura: le risposte AI non starebbero cannibalizzando le ricerche tradizionali, ma allargando il volume complessivo. I numeri del Q1 2026 sulla Ricerca sembravano già andare in questa direzione.

## Il vantaggio che non fa notizia

C’è un elemento strutturale che OpenAI non ha: **l’infrastruttura hardware proprietaria**. I chip TPU di Google e l’ottimizzazione dell’inferenza hanno permesso di ridurre i costi della modalità AI in Search nonostante l’espansione continua di funzioni e modelli. È il tipo di vantaggio competitivo silenzioso che rende i numeri sostenibili a scala miliardaria.

OpenAI dipende da [Microsoft](https://menteinformatica.it/tag/microsoft/) Azure per l’infrastruttura. [Google costruisce](https://menteinformatica.it/intelligenza-artificiale/google-gemini-proactive-assistance-android/) e ottimizza i propri chip. Nel lungo periodo, quella differenza si traduce in margini e in capacità di reggere la pressione dei costi senza alzare i prezzi o tagliare funzioni.

**Perché conta:** Per chi usa quotidianamente un assistente AI, la competizione reale tra Gemini e ChatGPT si traduce in funzioni più avanzate, prezzi più stabili e meno rischio che uno dei due si chiuda in un ecosistema proprietario. Un mercato meno concentrato è, in questo caso, una buona notizia per l’utente.
