# Google rifà Gemini da zero ma lo regala prima a iPhone che ad Android

URL: https://menteinformatica.it/intelligenza-artificiale/google-gemini-app-redesign-nuovo-design/
Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-05-04
Categoria: Intelligenza Artificiale

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**Google ha presentato questa settimana il redesign completo dell’app Gemini, e il cambiamento è più radicale di quanto mi aspettassi: non si tratta di ritocchi cosmetici, ma di una riscrittura dell’intera interfaccia, dalla home fino alle conversazioni attive.**

## Cosa cambia nella schermata principale di Gemini

La home dell’app abbandona il classico campo di testo rettangolare e adotta una **barra di input a forma di pillola**, con il microfono e Gemini Live posizionati a destra. Al centro della schermata compare il saluto **“Hi [nome], what’s on your mind?”**, con l’icona Gemini proprio sopra.

Il dettaglio che mi ha colpito di più è lo sfondo: **un gradiente pulsante e colorato** che si attiva quando inserisci un prompt. Sembra quasi che l’interfaccia risponda fisicamente all’input.

È un cambio di registro estetico netto rispetto all’attuale design piatto.

📌 **Da sapere:** Il selettore del modello AI (per scegliere tra Gemini 2.0, 2.5 Pro, ecc.) torna nell’angolo in alto a sinistra come menu a tendina, una posizione più comoda rispetto alle versioni precedenti.

## Il tasto “+” e la gestione dei file: finalmente un centro di controllo

Il **pulsante “+”** nella barra di input apre un pannello inferiore con carosello che dà accesso rapido a **Foto, Fotocamera e immagini recenti**. Sotto si trovano File, Notebooks e caricamenti recenti.

Ancora più in basso, gli strumenti con descrizione esplicita: Immagini, Video, Musica, Canvas, Deep Research e Guided Learning.

Questo mi sembra il vero salto funzionale del redesign. Prima dovevi navigare tra menu diversi per accedere a questi strumenti.

Ora hai tutto in un pannello unico e contestuale. Se sei già abituato a usare i [Notebooks di Gemini](https://menteinformatica.it/intelligenza-artificiale/gemini-notebooks-android-ios-fonti/), troverai tutto molto più accessibile.

## Un confronto diretto con ChatGPT e Claude

ChatGPT su iOS ha già da mesi una struttura simile per l’accesso agli strumenti: il pannello “+” dà accesso a foto, file, ricerca web e generazione immagini dallo stesso punto. **Gemini arriva dopo, ma con una gerarchia visiva più chiara** tra strumenti di base e strumenti avanzati come Deep Research.

Claude di Anthropic, invece, punta su un’interfaccia volutamente minimalista senza pannelli aggiuntivi: tutto passa dal campo di testo. È una scelta diversa, non necessariamente peggiore, ma Gemini ora offre oggettivamente più punti di accesso in meno tap.

## iOS già avanti, Android ancora in attesa

💡 **L’analisi:** Google sta usando iOS come banco di test estetico per Gemini, Liquid Glass arriva prima su iPhone mentre Android aspetta. È una mossa tattica per guadagnare credibilità sulla piattaforma Apple, ma rischia di far sentire gli utenti Android come utenti di serie B.

Su **iPhone il redesign abbraccia già Liquid Glass**, il nuovo linguaggio visivo introdotto da Apple con iOS 26, con effetti traslucidi e dinamici che si integrano nel sistema. Secondo [le prime segnalazioni su 9to5Google](https://9to5google.com/2026/05/03/gemini-full-redesign/), la distribuzione è ancora limitata e il comportamento su Android non è ancora stato documentato con chiarezza.

Il redesign è già live sull’app **Gemini per Mac** e sta arrivando su iOS in rollout graduale. Per chi usa Gemini su Android o si è abituato a usare la [funzione di assistenza proattiva di Gemini su Android](https://menteinformatica.it/intelligenza-artificiale/google-gemini-proactive-assistance-android/), l’attesa potrebbe essere ancora di qualche settimana.

Trovo questo approccio un po’ strano da parte di Google, che di solito privilegia Android nelle anteprime delle sue app. Evidentemente con Gemini stanno seguendo una strategia diversa, e l’ipotesi più plausibile è che vogliano colpire quegli utenti iPhone che oggi usano ChatGPT come app predefinita per l’AI: **se l’interfaccia è bella quanto quella di OpenAI, qualcuno potrebbe passare**.

Il rischio concreto, però, è che entro sei mesi Material You su Android riceva un redesign altrettanto curato e la questione si chiuda da sola. Se invece il gap visivo tra le due versioni persiste, Google avrà un problema di coerenza difficile da spiegare ai suoi utenti storici.

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