# ChatGPT vuole un chip tutto suo. MediaTek lo costruisce.

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Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-08
Categoria: Intelligenza Artificiale

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**OpenAI non vuole più dipendere solo dai chip di Nvidia per i server: secondo l’analista Ming-Chi Kuo, l’azienda di Sam Altman sta lavorando con [MediaTek e Qualcomm per sviluppare chip dedicati agli smartphone](http://www.techmeme.com/260427/p7#a260427p7), con Luxshare come partner per il co-design dei sistemi.**

## Cosa sta costruendo OpenAI e con chi

La notizia arriva questa settimana da **Ming-Chi Kuo**, analista di TF International Securities, tra i più affidabili quando si tratta di supply chain asiatica. Il progetto vede coinvolti **MediaTek** (il produttore taiwanese di chip per Android, presente in decine di telefoni Samsung e non solo) e **Qualcomm**, il nome dietro agli Snapdragon che muovono la maggior parte degli smartphone premium in circolazione.

A fare da collante c’è **Luxshare**, azienda cinese che già assembla prodotti Apple e che qui si occupa del co-design a livello di sistema. La produzione di massa, se tutto va secondo i piani, partirà nel **2028**.

📌 **Da sapere:** Ming-Chi Kuo ha un track record solido sulle previsioni hardware Apple e sull’industria dei chip asiatici. Non è infallibile, ma quando pubblica queste analisi il mercato le prende sul serio.

## Perché OpenAI vuole un chip suo per i telefoni

La logica è chiara: **ChatGPT** ha superato i 500 milioni di utenti settimanali e la gran parte li raggiunge dallo smartphone. Oggi OpenAI deve pagare Qualcomm, Apple e Google ogni volta che la sua AI gira su un dispositivo mobile, perché dipende dai chip e dalle ottimizzazioni degli altri.

Avere un chip progettato attorno ai propri modelli significa poter fare girare l’AI direttamente sul dispositivo, più veloce e senza mandare tutto sui server.

È la stessa mossa che Apple ha già fatto con il **Neural Engine** nei chip della serie A e M, e che Google ha replicato con il Tensor nei suoi Pixel. OpenAI arriva dopo, ma con due partner della supply chain che coprono già la metà del mercato Android globale.

Ho l’impressione che il vero obiettivo qui non sia fare concorrenza a Qualcomm, ma piuttosto garantirsi un canale diretto nei telefoni Android senza passare per l’ecosistema di Google. Questo articolo si collega a quello che ho già raccontato su OpenAI Codex: Rivoluzione nella Programmazione AI, perché il pattern è lo stesso: OpenAI vuole controllare lo stack, non solo il modello.

## Cosa cambia per chi ha uno smartphone Android

💡 **L’analisi:** Se OpenAI riesce a mettere un chip ottimizzato per i suoi modelli dentro gli smartphone Android, Google si troverà a ospitare sul suo sistema operativo un concorrente diretto con un vantaggio hardware. È una pressione che potrebbe accelerare l’integrazione di Gemini nei chip Tensor molto prima del previsto.

Per chi usa uno smartphone oggi, **2028** sembra lontano ma nel mondo dei chip non lo è: i design hardware partono tre o quattro anni prima della produzione. Questo significa che [OpenAI sta già lavorando alle specifiche adesso](https://menteinformatica.it/intelligenza-artificiale/openai-smartphone-specifiche-lancio-2027/), e i telefoni che usciranno in quegli anni potrebbero avere un chip con funzioni **ChatGPT-native** integrate, non come app scaricata ma come componente del sistema.

Detto questo, rimango scettico sulla timeline. Luxshare come partner mi convince, ma far collaborare MediaTek e Qualcomm su un progetto comune , due aziende che normalmente si fanno concorrenza feroce nel segmento Android , è una complessità organizzativa non banale.

Il 2028 per la produzione di massa è ottimistico se i disaccordi tecnici tra i due partner dovessero emergere nelle fasi di design.

Stay tech 🦾
