# Un miliardo l’anno: ecco quanto costa ad Apple mettere Gemini dentro Siri

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Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-01
Categoria: Intelligenza Artificiale

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**Google ha appena confermato pubblicamente che la nuova Siri, quella vera, quella con risposte contestuali e personalizzate, arriverà entro la fine del 2026. L’ha detto Thomas Kurian, CEO di Google Cloud, dal palco del Google Cloud Next 26, e non era un semplice retroscena: era la keynote di apertura.**

## Cosa ha detto esattamente Google Cloud Next 26

Kurian si è presentato davanti a una platea con il logo Apple bello in vista e ha parlato di “**partnership monumentale**” con uno dei brand più iconici al mondo. Le parole precise: stanno collaborando con Apple come cloud provider preferito per sviluppare la prossima generazione di **Apple Foundation Models** basati sulla tecnologia Gemini.

La parte che mi ha colpito di più è la chiusura della sua dichiarazione: “più **Siri personalizzata** in arrivo entro la fine di quest’anno.” Non un rumor, non una fonte anonima: il CEO di Google Cloud, sul palco, davanti a tutti.

📌 **Da sapere:** Apple e Google hanno stretto un accordo pluriennale annunciato a gennaio 2026. Apple usa i modelli Gemini come base per i suoi Apple Foundation Models, ma i dati degli utenti rimangono su server controllati da Apple, Google non accede a nulla.

## Un miliardo l’anno e una Siri che non è mai arrivata

Secondo [la ricostruzione di AppleInsider](https://appleinsider.com/articles/26/04/22/google-confirms-context-aware-siri-built-from-gemini-will-debut-in-2026?utm_source=rss), l’accordo costerebbe ad Apple circa **1 miliardo di dollari l’anno**. È una cifra enorme, ma onestamente rispetto a quello che Meta e Google stessi spendono per costruire i loro LLM da zero, Apple sta comprando il risultato finale a prezzo scontato.

La storia di Siri con contesto personale è una delle più imbarazzanti degli ultimi anni per Cupertino: presentata al **WWDC 2024** con tanto di demo spettacolari su on-screen awareness e App Intent, è poi sparita. A marzo 2025 Apple ha dovuto ammettere ufficialmente che ci vuole più tempo del previsto.

Un anno e mezzo di silenzio su una delle funzioni più pubblicizzate di sempre.

## Cosa faceva Siri nel frattempo: il confronto con i competitor è impietoso

Mentre Apple rimandava, **Amazon ha rilasciato Alexa+** a febbraio 2025: un assistente con memoria persistente tra sessioni, capace di gestire prenotazioni multi-step su servizi terzi senza intervento manuale. Non è perfetto, ma esiste ed è in mano agli utenti.

**Google Assistant è stato sostituito da Gemini Live** già nell’autunno 2024 su Android: risponde in linguaggio naturale, conosce il contesto dello schermo e si integra con Gmail e Calendar in modo nativo. Siri nel frattempo leggeva ancora testi letterali dei reminder.

Il paragone è scomodo perché Apple aveva il vantaggio del controllo verticale hardware-software: avrebbe potuto fare queste cose prima di tutti. Invece ha scelto di non spedire finché non era pronta, e “pronta” non è mai arrivata.

⚠️ **Attenzione:** I termini esatti dell’accordo Apple-Google non sono stati divulgati pubblicamente. La cifra da 1 miliardo l’anno è una stima riportata da fonti del settore, non confermata ufficialmente da nessuna delle due aziende.

## Perché questa mossa cambia i piani anche per WWDC 2026

💡 **L’analisi:** Apple sta essenzialmente distillando Gemini in un modello più piccolo eseguibile su iPhone, se ci riescono davvero, il vantaggio non è avere Gemini su Siri, ma avere un modello on-device che nessun competitor può replicare a basso costo. È lì che si gioca la vera partita nei prossimi 18 mesi, non nel nome del modello sottostante.

Il **WWDC 2026** di giugno è il candidato naturale per il debutto. Apple non ha altra occasione con lo stesso impatto per annunciare un aggiornamento così strutturale a iOS.

Quello che trovo interessante è che a marzo 2026 è emerso che Apple starebbe già lavorando per “**distillare**” le capacità del modello Gemini più grande in una versione più compatta, potenzialmente eseguibile direttamente su iPhone senza cloud.

Se questa strada funziona, il legame con Google diventa più un trampolino che una dipendenza permanente. Ed è esattamente il tipo di mossa che mi aspetto da Apple: paga il biglietto, impara, poi fa da sola.

## Cosa succede nei prossimi 12 mesi se l’accordo regge

Lo scenario più concreto è questo: Apple annuncia la nuova Siri al WWDC a giugno, la distribuisce con **iOS 27 in autunno 2026**, e Kurian usa quella presentazione come materiale commerciale per vendere Google Cloud a banche, assicurazioni e retailer europei che cercano un cloud provider con credenziali enterprise solide.

Chi perde in questo scenario è **Microsoft**: ha costruito tutta la narrativa Copilot sull’integrazione AI-produttività, ma se Apple dimostra che un modello distillato on-device batte un assistente cloud-first in termini di privacy e latenza, la proposta di valore di Copilot su mobile si indebolisce strutturalmente.

Chi rischia invece è **OpenAI**, che aveva stretto un accordo con Apple per ChatGPT integrato in iOS 18. Se Gemini diventa il motore principale di Siri, lo spazio per ChatGPT dentro il sistema operativo si restringe a funzione opzionale, non a componente centrale.

Vale la pena seguire anche come si evolve iOS 27: [nuova Siri nel Dynamic Island](https://menteinformatica.it/software-app/ios-27-siri-dynamic-island-wwdc-2026/) con WWDC 2026, perché i due pezzi potrebbero combaciare in modo molto preciso. Nel frattempo, Google sta chiaramente sfruttando Apple come referenza per vendere Google Cloud a tutti gli altri enterprise: Kurian non era sul palco per fare un favore a Tim Cook, era lì per fare business.

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