# Studio: vietare l’AI in aula peggiora i voti degli studenti

URL: https://menteinformatica.it/intelligenza-artificiale/studio-vietare-aula-studenti/
Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-01
Categoria: Intelligenza Artificiale

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Chi non può usare [ChatGPT](https://menteinformatica.it/tag/chatgpt/) in classe finisce con le idee esaurite dopo dieci minuti. Non è un’impressione: è quello che emerge da uno **studio condotto da Thibault Schrepel** su studenti universitari, ripetuto due anni di fila con gruppi diversi e con lo stesso risultato entrambe le volte.

L’esperimento ha messo a confronto tre gruppi di studenti chiamati a revisionare una disposizione dell’**AI Act**, il regolamento europeo sull’[intelligenza artificiale](https://menteinformatica.it/intelligenza-artificiale/modelli-test-sicurezza-elusi/) usato qui come materiale didattico. Un gruppo non poteva toccare ChatGPT. Un secondo riceveva suggerimenti generati dall’AI incorporati direttamente nel testo, senza alcuna guida su come usarli. Un terzo aveva ricevuto una formazione specifica sul prompt engineering legale, cioè su come formulare richieste efficaci e controllare la coerenza delle risposte ottenute.

## Il gruppo senza AI resta sempre ultimo

Tutti gli studenti hanno sostenuto gli stessi esami: un test a risposta multipla e una prova da svolgere a casa, che chiedeva di rivedere un’altra disposizione dell’AI Act. Il primo gruppo, senza accesso a ChatGPT, si è limitato per lo più a piccoli aggiustamenti di forma: chiarire frasi, tagliare ripetizioni. Solo pochi sottogruppi hanno tentato modifiche legali sostanziali.

Dopo dieci o quindici minuti molti sottogruppi entravano in quello che Schrepel chiama **esaurimento delle idee**: niente più spunti, niente più direzioni da esplorare. Il vantaggio, se c’è stato, è che il lavoro senza AI ha costretto gli studenti a discutere di più tra loro.

Il secondo gruppo, quello con i suggerimenti AI senza guida, ha avuto un problema diverso: accettava le proposte di ChatGPT quasi senza discuterle, spesso perché *«suonavano meglio»*, scrive Schrepel. Alcuni studenti hanno sostituito termini legali come *«shall»* e *«individual»* con alternative suggerite dall’AI senza dimostrare di averne capito le implicazioni giuridiche.

Ogni sottogruppo di questo secondo gruppo, sottolinea lo studio, ha mantenuto nel testo finale almeno un termine fuorviante o legalmente estraneo arrivato direttamente dall’output di ChatGPT.

## Un vantaggio che si assottiglia da un anno all’altro

Il terzo gruppo, quello formato al prompt engineering legale, aveva ottenuto risultati nettamente superiori agli altri due nel 2024, soprattutto nella prova più impegnativa da svolgere a casa. Nel 2025, ripetendo l’esperimento con un campione più ampio, quel vantaggio si è quasi dissolto: i tre gruppi hanno reso a livelli più vicini tra loro, con il gruppo senza AI comunque rimasto in fondo alla classifica in entrambe le edizioni.

Una lettura plausibile, anche se lo studio non lo dimostra in modo definitivo, è che nel giro di un anno gli studenti in generale abbiano acquisito più familiarità con i chatbot, riducendo il vantaggio specifico di chi aveva ricevuto una formazione dedicata.

«Ero convinto che l’AI aiutasse solo con una formazione strutturata e che altrimenti dovesse restare fuori dall’aula. Mi sbagliavo», scrive Schrepel.

È il passaggio più interessante di tutto lo studio: l’autore ammette di aver cambiato idea rispetto alla propria ipotesi di partenza dopo aver visto i dati del secondo gruppo, quello con l’AI ma senza alcuna guida strutturata.

## Berkeley vieta, Schrepel dice di non vietare

Sul tema si registra una divergenza netta tra chi ha condotto lo studio e una delle istituzioni più rigide in materia. **UC Berkeley Law** ha vietato l’AI dalla quasi totalità dei lavori valutati, sostenendo che i futuri avvocati devono prima costruire competenze di pensiero critico solide prima di poter usare l’AI in modo utile.

Schrepel arriva a una conclusione opposta: i dati raccolti mostrerebbero che escludere l’AI dall’aula produce risultati peggiori rispetto a permetterne l’uso, con o senza formazione strutturata. Sono due posizioni che partono dagli stessi timori, competenze reali, dipendenza dallo strumento, e arrivano a policy agli antipodi.
