# Hacker contro i freezer dei supermercati: colpite almeno quattro Coop in Sicilia

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Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-11-03
Categoria: Sicurezza e Privacy

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Alle 4 del mattino qualcuno ha modificato le temperature dei banchi frigo in almeno quattro supermercati Coop siciliani, **almeno tre a Catania e uno a Palermo**. Gli alimenti sono andati a male e l’Italia entra così nella lista dei Paesi toccati dagli attacchi ai sistemi di refrigerazione dei supermercati.

## Cosa è successo nei Coop di Catania e Palermo

A raccontarlo [all’agenzia ANSA](https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2026/11/02/supermercati-sotto-attacco-hacker-anche-in-italia-riunione-a-palazzo-chigi-con_5e6f0b27-05c9-468a-9004-087167137119.html) è Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza, che gestisce i supermercati a marchio Coop in Sicilia.

«Stiamo calcolando i danni. In alcuni casi abbiamo risolto», ha aggiunto Spadaro, spiegando che l’azienda ha già contattato l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) e avviato i propri protocolli di indagine.

Secondo Punto Informatico, i vertici di Coop Radenza hanno confermato che il bersaglio è stato il sistema di telecontrollo dei banchi surgelati, cioè il software che regola a distanza frigoriferi e congelatori senza intervenire su ogni impianto. Da un primo controllo sembra che non ci siano ulteriori danni.

## Gli episodi in Toscana ed Emilia-Romagna

Come scrive la Repubblica, una società toscana della ristorazione collettiva ha notificato formalmente all’Acn un attacco informatico, mentre l’Agenzia ne ha individuato un altro contro un’impresa emiliano-romagnola che produce surgelati, non ancora notificato.

Le principali catene italiane della grande distribuzione hanno assicurato di non usare le specifiche tecnologie Danfoss coinvolte negli attacchi all’estero. Gli investigatori stanno comunque verificando se gli episodi italiani siano **collegati all’ondata europea**: per ora il legame non è accertato.

## Chi indaga e il vertice a Palazzo Chigi

La Polizia postale sta ricostruendo provenienza ed entità degli attacchi, insieme all’Acn. Nessuno li ha rivendicati e i responsabili non sono stati identificati.

- **3 novembre, ore 11.30**, riunione a Palazzo Chigi coordinata dal sottosegretario Alfredo Mantovano, con il direttore dell’Acn e i direttori delle agenzie di intelligence.

- Vertice tecnico convocato dall’Acn con gli amministratori delegati delle principali catene della grande distribuzione.

- Al Copasir, audizione del direttore dell’Aisi Bruno Valensise il 3 novembre e del direttore dell’Acn Andrea Quacivi il 4 novembre.

## Dalla Francia al resto d’Europa

L’attacco in Francia risale al 12 ottobre, quando nella notte frigoriferi e congelatori di centinaia di supermercati sono arrivati fino a 50 °C. Per evitare rischi per la salute, **tutto il cibo con la catena del freddo interrotta è stato buttato**.

| Paese | Catena | Punti vendita colpiti |
| --- | --- | --- |
| Francia (12 ottobre) | Carrefour | 80 |
| Francia (12 ottobre) | Monoprix | circa il 5% di quasi 500 |
| Francia (12 ottobre) | Les Mousquetaires | 150, fino a 50 °C per sei ore |
| Belgio | Carrefour Belgio | una quindicina su 700 |

Il 2 novembre gravi anomalie sono state segnalate anche in Belgio, Svezia, Lussemburgo, Estonia, Olanda e Irlanda. In Belgio gli aggressori hanno attivato a distanza la modalità di sbrinamento, portando le temperature oltre i limiti di legge.

“Si tratta di un tentativo deliberato d’interrompere la nostra catena di approvvigionamento alimentare e di minare la fiducia dei consumatori», ha dichiarato il commissario europeo all’agricoltura Christophe Hansen.”

ANSA

## Controller obsoleti e aggiornamenti di sicurezza mancanti

Dopo il caso francese, la danese Danfoss ha spiegato che le unità colpite montavano un firmware obsoleto (il software interno del controller) e che nella maggior parte dei casi erano prodotti ormai incapaci di ricevere aggiornamenti di sicurezza. Prima dell’attacco francese i ricercatori di Claroty avevano trovato falle nel controller Danfoss AK-SM 800A.

Il gruppo belga Sabcobel, che si occupa di refrigerazione industriale, ha precisato che circa il 10% dei suoi macchinari non era ancora stato sottoposto a revisione e che alcuni erano proprio nei negozi colpiti. I sistemi presi di mira sembrano soprattutto quelli più anziani, come quelli collegati in 4G anziché in 5G.

Per le aziende della filiera sono arrivate indicazioni urgenti:

- individuare i sistemi di controllo e teleassistenza esposti su Internet

- separarli dalle reti aziendali

- proteggere gli accessi con VPN e **autenticazione a più fattori**

- verificare gli account privilegiati

- sostituire gli apparati che non ricevono più aggiornamenti

Un accesso lasciato aperto presso chi installa o fa manutenzione agli impianti può consentire a un intruso di raggiungere i sistemi di refrigerazione. Anche questi fornitori rientrano quindi nel perimetro da proteggere.
