# Chrome affida a Gemini la caccia ai siti truffa e può avvisarti sui comandi ClickFix

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Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-22
Categoria: Sicurezza e Privacy

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Google ha presentato nuove difese di **Google Chrome** contro le truffe online: un modello Gemini sul server che analizza le pagine sospette e un avviso sui comandi ClickFix copiati, se l’analisi li giudica pericolosi. Tutto questo vale solo per chi ha attivato la **Protezione avanzata** di Navigazione sicura (Safe Browsing), come spiega nel [post sul blog di Chrome](https://blog.google/security/our-latest-defenses-against-evolving-web-scams/).

## Gemini si sposta dal dispositivo al server

Nel maggio 2025, con Chrome 137, Google aveva aggiunto il modello Gemini Nano, che gira direttamente sul dispositivo, per scovare le truffe di finta assistenza tecnica. Funzionava però solo sui dispositivi compatibili.

Il lavoro passa a **un modello Gemini più potente sul server**, che copre tutti gli utenti con la Protezione avanzata e un ventaglio più largo di minacce, come i falsi antivirus e i finti aggiornamenti del browser.

Il modello guarda il marchio che la pagina mostra, il suo scopo e assegna un punteggio di probabilità di truffa. Safe Browsing incrocia poi questa analisi con la reputazione del dominio e altri segnali di sicurezza prima di emettere il verdetto.

## Quando il testo della pagina arriva a Google

Spostare l’analisi sul server significa che, in certi casi, il contenuto della pagina lascia il computer. Chrome analizza il testo della pagina **solo quando il sito mostra indicatori di truffa ad alta confidenza**.

In quei casi il contenuto viene elaborato in modo effimero. Non viene mai registrato, conservato o usato per addestrare modelli.

## L’avviso contro i comandi ClickFix

ClickFix è un trucco di ingegneria sociale. La pagina mostra un finto problema e ti chiede di copiare e far partire un comando per “ripararlo”. Spesso il comando copiato è diverso da quello mostrato e richiama strumenti già presenti nel sistema, come PowerShell o cmd.exe, per scaricare e installare malware.

Siccome il download avviene nel terminale e non nel browser, le protezioni sui download di Chrome restano tagliate fuori. Come racconta BleepingComputer, a ottobre una campagna usava finte pagine di installazione di Claude per Mac: il pulsante di copia metteva negli appunti un comando diverso da quello visibile.

Se copi un probabile script ClickFix, Chrome ripulisce il contenuto degli appunti dai **dati personali** e lo manda a Safe Browsing. Se il verdetto è “pericoloso”, compare un avviso. Il sistema punta sull’alta precisione per non intralciare chi copia comandi per lavoro, come gli sviluppatori.

**Attenzione**

Chrome non ti chiederà mai di ripararlo copiando e incollando comandi. Una pagina che lo fa è da chiudere.

## Siti sospetti e siti pericolosi, due avvisi diversi

Con la Protezione avanzata attiva, gli avvisi sui siti si dividono in due livelli, sullo stile di quanto Chrome già fa con i file scaricati.

- **Sito sospetto**: verdetto meno sicuro, la pagina ha schemi ingannevoli tipici dei siti malevoli. L’avviso ha formato, icone, colori e testi propri.

- **Sito pericoloso**: la pagina è nota come malevola e il rischio è alto. Resta la classica schermata rossa a tutta pagina.

Questo livello di avviso permette a Google di ampliare la copertura e mostrare più avvisi protettivi.

## Google invita ad attivare la Protezione avanzata

Google invita ad attivare la Protezione avanzata in Chrome e anche nell’account Google. Nel 2025 l’avevano già accesa più di un miliardo di persone.

Sul dato che Google sbandiera, utenti “dieci volte più sicuri” rispetto alla modalità standard, serve un po’ di prudenza. La metrica è calcolata sul numero medio di avvisi mostrati, e più avvisi non equivalgono per forza a più truffe evitate.
