# Reti 2G, 3G, 4G e 5G bucate da anni. Ora sappiamo chi spia.

URL: https://menteinformatica.it/sicurezza-privacy/citizen-lab-ss7-diameter-spionaggio-reti-mobile/
Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-04-26
Categoria: Sicurezza e Privacy

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**Citizen Lab ha pubblicato questa settimana i dettagli di due campagne di spionaggio attive che sfruttano vulnerabilità nei protocolli SS7 e Diameter per tracciare la posizione delle persone in tempo reale, su tutte le generazioni di rete mobile: dal 2G al 5G.**

## SS7 e Diameter: le falle che il tuo operatore non può correggere da solo

Il problema è strutturale. **SS7** è il protocollo che gestisce le chiamate e gli SMS fin dagli anni ’80; **Diameter** è il suo successore pensato per il 4G. Entrambi sono stati progettati in un’epoca in cui la fiducia tra operatori era data per scontata, e questa fiducia è oggi la vulnerabilità principale.

Chi riesce ad accedere a questi protocolli, che siano governi, aziende di sorveglianza o attori privati, può richiedere la posizione di un numero di telefono come se fosse un operatore legittimo. [Il rapporto dettagliato di Citizen Lab su TechCrunch](http://www.techmeme.com/260425/p8#a260425p8) descrive due campagne separate che usano esattamente questo schema, con obiettivi tracciati attraverso reti di operatori in più paesi.

⚠️ **Attenzione:** passare al 5G non risolve il problema. Finché le reti 5G mantengono compatibilità con SS7 per l’interoperabilità internazionale, la falla rimane accessibile da remoto.

## Chi viene preso di mira e come funziona il tracciamento

Citizen Lab non è nuova a questo tipo di ricerca: negli anni ha documentato l’abuso di Pegasus e altri spyware commerciali. Questa volta però il vettore non è un’app malevola o un link infetto, ma **l’infrastruttura stessa delle telecomunicazioni globali**.

Non serve installare nulla sul telefono della vittima.

Le due campagne documentate hanno obiettivi che rientrano nel profilo classico della sorveglianza governativa: attivisti, giornalisti, dissidenti. Per un utente italiano medio il rischio diretto è basso, ma la cattiva notizia è che **TIM, Vodafone, Iliad e WindTre** dipendono tutti dagli stessi protocolli internazionali di interconnessione: nessun operatore può isolare unilateralmente il proprio traffico SS7 senza perdere la compatibilità con il resto del mondo.

Vale la pena capire come funziona concretamente l’attacco: chi controlla un nodo SS7 invia un messaggio **Send Routing Info for SM** o una query **Provide Subscriber Info** alla rete dell’operatore bersaglio. La rete risponde con la cella a cui è agganciato il telefono, spesso con una precisione di poche centinaia di metri in area urbana. Nessun consenso, nessuna notifica all’utente.

## Un mercato SS7 più organizzato di quanto sembri

La prima dimostrazione pubblica di questo attacco risale al **2014**, quando il ricercatore Karsten Nohl la portò al Chaos Communication Congress e la trasmissione americana 60 Minutes la replicò in diretta su un telefono di un membro del Congresso USA nel 2016. Eppure, dieci anni dopo, le campagne documentate da Citizen Lab mostrano che l’accesso SS7 è diventato un servizio commercializzato, non più una capacità riservata a pochi stati.

Aziende come **Circles** (già parte del gruppo NSO) hanno costruito un business proprio sulla rivendita di accesso a nodi SS7, con clienti governativi in almeno 25 paesi documentati da Citizen Lab nel 2020. Il fatto che oggi esistano due campagne indipendenti e simultanee suggerisce che altri fornitori minori hanno replicato lo stesso modello a prezzi più bassi.

## Perché questa storia conta più degli spyware che leggi normalmente

💡 **L’analisi:** Le vulnerabilità SS7 sono note da oltre dieci anni, ma ogni volta che Citizen Lab le documenta con campagne reali e attive, la pressione sugli enti regolatori aumenta. Mi aspetto che l’AGCOM e la Commissione europea tornino a spingere sugli operatori europei per implementare i filtri SS7 già raccomandati dall’ENISA, probabilmente entro la revisione del Codice delle Comunicazioni Elettroniche nel 2027.

Da quando seguo sicurezza mobile, ho imparato a distinguere le falle teoriche da quelle sfruttate attivamente: questa seconda categoria è quella che muove davvero le cose a livello regolatorio. Il fatto che **Citizen Lab** abbia trovato due campagne indipendenti e simultanee suggerisce che il mercato degli strumenti di accesso SS7 è più maturo e accessibile di quanto si pensasse.

La soluzione definitiva si chiama SMS Home Routing e protocolli di filtraggio delle query di localizzazione, tecnologie già disponibili ma non ancora adottate uniformemente. Finché gli operatori non saranno obbligati per legge a implementarle, chiunque con accesso a un nodo SS7 può sapere dove sei.

, Giorgio

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