# Cyber security in Italia, le 3 minacce più pericolose

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Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-01
Categoria: Sicurezza e Privacy

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Anche se il crimine informatico è un fenomeno globale, ogni Paese ha le sue specificità. Il panorama della cyber security in Italia, ricalcando i trend registrati a livello internazionale, non fa eccezione.

Gli esperti di sicurezza sottolineano come il nostro Paese sia **interessato da alcuni fenomeni **che, per lo meno da un punto di vista statistico, spiccano rispetto ad altri.

## Gli schemi estorsivi negli attacchi alle aziende

Negli ultimi anni, anche nel panorama della cyber security in Italia, **le imprese sono diventate un bersaglio privilegiato per i pirati informatici.** Il motivo è semplice: gli interessi economici legati ai sistemi digitali sono sempre più forti e i cyber criminali hanno **escogitato nuove tecniche di attacco** che si basano, principalmente, su schemi estorsivi.

Si tratta **degli attacchi ransomware,** che possono utilizzare strategie differenti. La più conosciuta è quella che sfrutta malware in grado di crittografare i dati presenti sui sistemi (crytpo-ransomware), che in questo modo non possono essere utilizzati e vengono, sostanzialmente, “presi in ostaggio”.

Una volta bloccati i sistemi,** i pirati informatici richiedono un “riscatto” **per fornire i codici che consentono di recuperare i dati. ** **Negli ultimi mesi, però, ha preso piede una variante degli attacchi ransomware, nella quale i cyber criminali non utilizzano un sistema di crittografia, ma si limitano a fare una copia dei dati sensibili che riescono a individuare nei sistemi aziendali.

L’estorsione, in questo caso, **fa leva sulla minaccia di rendere pubblici documenti** che potrebbero rivelarsi dannosi per l’azienda.

## Le truffe informatiche

Il secondo fenomeno in crescita è quello delle truffe dirette alle aziende e, in particolare, quello che segue **lo schema BEC (Business Email Compromise) **ha raggiunto un livello preoccupante. La tattica prevede come primo passo il furto delle credenziali di accesso ai [servizi di posta elettronica](https://menteinformatica.it/sicurezza-privacy/sicurezza-email-proteggere-account/) di un dipendente (preferibilmente un dirigente) a cui segue una fase di studio, in cui i pirati informatici eseguono una vera “mappatura” dei processi aziendali, concentrandosi sugli ordini di pagamento.

La truffa viene messa in atto impersonando la vittima cui è stato violato l’account di posta elettronica e utilizzando diversi **stratagemmi per ingannare i responsabili dei pagamenti**.

Il più comune è quello di fare riferimento a una transazione in corso, modificando però le coordinate bancarie a cui deve essere inviato il pagamento stesso. In alcuni casi, invece, i cyber criminali adottano schemi più elaborati, **inventandosi operazioni commerciali inesistenti,** che vengono rese credibili attraverso l’invio di documenti falsi.

[Gli esperti di cyber security in Italia](https://www.novanext.it/soluzioni/security/) hanno anche segnalato casi in cui i pirati informatici, per dare un maggiore tono di “ufficialità” alle comunicazioni, hanno utilizzato messaggi di posta elettronica attraverso il sistema di **[Posta Elettronica Certificata PEC](https://menteinformatica.it/reti-connettivita/posta-elettronica-certificata-gestore-pec/).**

## Gli attacchi ai dispositivi mobili

Con un certo ritardo rispetto ad altri Paesi (prima tra tutti la Russia), anche l’Italia sta registrando una **costante crescita di attacchi informatici** **che prendono di mira gli smartphone.**

A rendere appetibile questa tipologia di attacchi è un certo ritardo nella implementazione di sistemi di gestione e protezione dei dispositivi mobili, che nell’ottica dei cyber criminali rappresentano **un “terreno di caccia” particolarmente appetibile. **Nella maggior parte delle aziende, infatti, la logica del BYOD (Bring Your Own Device) **non è accompagnata da strategie di Mobile Device Management adeguate**.

In altre parole, si lascia ai lavoratori la possibilità di utilizzare i loro dispositivi privati per gestire risorse e servizi aziendali, senza definire policy e procedure che consentano di garantire **un adeguato livello di cyber security.**

Il risultato, in questo ambito, è che i pirati informatici hanno gioco facile nello sfruttare la commistione tra sfera aziendale e sfera privata **per sferrare attacchi ai dispositivi mobili **e utilizzarli per colpire i sistemi dell’azienda.
