# Password salvate: dove trovarle su Android, iPhone e Chrome

URL: https://menteinformatica.it/sicurezza-privacy/password-salvate-dove-trovarle/
Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-01
Categoria: Sicurezza e Privacy

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**Se le password sono salvate soltanto sul dispositivo, cancellare il profilo del browser o cambiare telefono senza trasferirle può fartele perdere.** Le password salvate stanno in due posti possibili: nel tuo account cloud (Account Google, iCloud, Samsung Pass) oppure solo in locale sul dispositivo. Capire quale dei due vale per te è il primo passo, e si fa in meno di un minuto. Guida aggiornata a luglio 2026.

La differenza non è teorica. Se le password sono salvate solo sul dispositivo, potresti perderle in caso di guasto, ripristino o sostituzione del telefono. Password salvate nell’account significa che le ritrovi ovunque, ma che chi entra nell’account entra anche lì.

## Dove sono salvate davvero le password

Le password salvate sono credenziali memorizzate da un gestore di password, cioè un archivio cifrato che le conserva e le reinserisce al posto tuo. Su Android e Google Chrome il gestore predefinito è di solito **Gestore delle password di Google**, che secondo l’assistenza ufficiale di Google può archiviarle nell’Account Google (sincronizzate su tutti i dispositivi) oppure localmente sul dispositivo, quando non hai eseguito l’accesso a Chrome.

Questa doppia possibilità è la cosa che quasi nessuna guida spiega bene. La documentazione di Google sulla [gestione delle password in Chrome](https://support.google.com/chrome/answer/95606?hl=it) lo scrive nero su bianco: esiste anche l’opzione di importare le password salvate sul dispositivo dentro l’Account Google.

Le alternative principali in Italia sono tre:

- **Gestore delle password di Google**: predefinito su Android e Chrome, consultabile da qualsiasi browser su passwords.google.com.

- **Samsung Pass**: il gestore di credenziali dei dispositivi Galaxy. Può sincronizzare ID, password e altre informazioni non biometriche fra dispositivi collegati allo stesso Samsung Account.

- **Password manager** di terze parti come 1Password, Dashlane, Bitwarden o KeePass

Poi ci sono i gestori integrati in Apple Safari e Mozilla Firefox, che seguono la stessa logica ma restano legati al loro mondo. Se salvi le password nei gestori integrati di browser diversi, potresti ritrovarti con più archivi separati. Il problema non si presenta se utilizzi lo stesso password manager multipiattaforma o sincronizzi sempre le credenziali nello stesso account. È il motivo numero uno per cui la gente crede di aver perso una password che invece è semplicemente altrove.

## Come vedere le password salvate su Android in 6 passaggi

- Apri l’app Impostazioni di Android toccando l’icona a forma di ingranaggio nella schermata Home o nel drawer delle applicazioni.

- Scorri l’elenco e tocca la voce “Google”, poi apri “Tutti i servizi” in alto a destra e seleziona “Compilazione automatica e password” (in alcune versioni la voce compare come “Compilazione automatica Google”).

- Tocca “Gestore delle password di Google”: arrivi all’elenco completo delle credenziali salvate. Se il sistema chiede conferma, premi “Continua”.

- Cerca il sito o l’app che ti serve nella barra di ricerca interna e toccalo. Android chiede lo sblocco con PIN, impronta digitale o riconoscimento facciale prima di mostrare qualcosa: è il comportamento normale.

- Tocca l’icona a forma di occhio accanto al campo password per vederla in chiaro. Nella stessa schermata trovi nome utente, eventuali note e le passkey associate.

- Verifica che sia l’archivio giusto: apri passwords.google.com da un computer con lo stesso Account Google. Se la voce c’è anche lì, la password è nel cloud. Se non c’è, è salvata solo sul dispositivo e va importata nell’Account Google prima di cambiare telefono.

Il passaggio 6 è quello che fa la differenza e che le guide in circolazione saltano quasi sempre. La scorciatoia via **Google Chrome** funziona uguale: tre puntini in alto a destra, “Impostazioni”, sezione dedicata a password e compilazione automatica, “Gestore delle password di Google”. Stesso elenco, stessa autenticazione.

Se l’elenco è vuoto ma sei sicuro di aver salvato delle password, controlla quale servizio di compilazione automatica è attivo. Sui dispositivi Samsung può essere impostato **Samsung Pass** al posto di Google, e i due archivi sono separati: le credenziali salvate in uno non compaiono nell’altro.

### Su Samsung: il percorso di Samsung Pass

Samsung Pass è il gestore di credenziali proprietario dei dispositivi Galaxy. Le informazioni di accesso possono essere sincronizzate fra un massimo di cinque dispositivi collegati allo stesso Samsung Account, mentre impronte digitali e altri dati biometrici devono essere registrati separatamente su ciascun dispositivo.

Per impostarlo come servizio di compilazione automatica, apri Impostazioni, entra in Sicurezza e privacy, quindi in Altre impostazioni di sicurezza, seleziona Password, passkey e compilazione automatica e scegli Samsung Pass come servizio preferito. Il nome delle voci può variare leggermente in base al modello e alla versione di One UI.

### Come vedere le password salvate su iPhone

Su iPhone con iOS 18 o versioni successive, apri l’app **Password**, sbloccala con Face ID, Touch ID o codice e seleziona **Tutte**. Cerca il sito o l’app che ti interessa, apri la relativa voce e tocca il campo della password per visualizzarla.

Su iOS 17 o versioni precedenti, il percorso è **Impostazioni > Password**. Anche in questo caso devi autenticarti prima di consultare le credenziali.

Per verificare che le password siano sincronizzate con gli altri dispositivi Apple, apri **Impostazioni**, tocca il tuo nome, entra in **iCloud > Password e portachiavi** e controlla che la sincronizzazione sia attiva. In questo modo password e passkey restano aggiornate sui dispositivi collegati allo stesso Apple Account.

### Su computer con Google Chrome

Su Windows e macOS apri Google Chrome, clicca sui tre puntini in alto a destra e seleziona **Password e compilazione automatica**, quindi **Gestore delle password di Google**. Cerca il sito desiderato, apri la credenziale e clicca sull’icona a forma di occhio. Prima di mostrare la password, Chrome può chiederti di autenticarti con la password, il PIN o il sistema biometrico utilizzato per accedere al computer.

Le password salvate nell’Account Google sono consultabili anche da qualsiasi browser su passwords.google.com.

Se vuoi il dettaglio schermata per schermata, ho scritto una guida dedicata a [vedere le password salvate su Google Chrome](https://menteinformatica.it/software-app/vedere-password-salvate-su-google-chrome/).

## Il salvataggio nel browser è sicuro o no?

Il salvataggio delle password nel browser è sicuro abbastanza per la maggior parte delle persone, molto meno per chi condivide il computer o non blocca il dispositivo. Le credenziali sono cifrate e, normalmente, per visualizzarle in chiaro è necessario autenticarsi tramite il blocco del dispositivo. Il rischio aumenta quindi se condividi il computer, utilizzi un PIN debole o lasci telefono e PC sbloccati e incustoditi.

Il browser non è il nemico: il nemico è il computer sbloccato e senza PIN lasciato sul tavolo.

Secondo me la discussione “browser sì o browser no” è mal posta. Un gestore integrato usato bene batte di gran lunga il foglio Excel sul desktop o il post-it sotto la tastiera, che è la vera alternativa reale della maggior parte degli italiani. Il salto di qualità arriva quando aggiungi due cose: blocco schermo serio su ogni dispositivo e autenticazione a due fattori sull’account che contiene il vault.

C’è però un vantaggio dei gestori che vale per tutti, integrati o di terze parti. Cybersecurity360 lo spiega bene: un password manager controlla il dominio associato alla credenziale e, normalmente, non propone la compilazione automatica su un sito di phishing ospitato a un indirizzo diverso.

Quel campo che resta vuoto è un avviso migliore di qualsiasi antivirus, ed è uno dei motivi per cui insisto sul fatto che [gli hacker sfruttano la pigrizia, non il genio](https://menteinformatica.it/sicurezza-privacy/proteggersi-hacker/).

### I limiti reali dei gestori integrati nei browser

- Sono legati a un ecosistema: le password salvate in Apple Safari non le vedi in Mozilla Firefox e viceversa.

- L’accesso dipende generalmente dall’autenticazione del dispositivo o dell’account, mentre molti gestori dedicati aggiungono una master password separata e ulteriori opzioni di sicurezza.

- Gestiscono bene le credenziali web, molto meno bene note riservate, codici di recupero e documenti.

- Se qualcuno ottiene l’accesso al tuo Account Google, ottiene anche l’accesso all’archivio sincronizzato.

Quest’ultimo punto è il vero limite. Per questo l’unica configurazione che considero accettabile è: password salvate nell’Account Google più autenticazione a due fattori robusta sull’account stesso. Senza il secondo pezzo, stai mettendo tutte le chiavi in una cassetta chiusa con un lucchetto da valigia.

## Il criterio che uso per decidere dove salvare cosa

Quello che conta davvero non è quale gestore usi, ma la separazione fra account critici e account usa e getta. È un criterio semplice e nessuna delle guide in SERP lo mette nero su bianco.

| Tipo di account | Esempi | Dove salverei la password |
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| Critici | Email principale, home banking, SPID | Password unica e casuale in un password manager affidabile, con 2FA o passkey attiva |
| Account che controlla il vault | Password manager, Account Google, Apple Account o Samsung Account | Password principale lunga e memorizzata; non salvarla nello stesso archivio che protegge |
| Altri account | Social, e-commerce, cloud, forum e newsletter | Password sempre unica, generata e salvata nel gestore |

La regola d’oro: La password principale che protegge il gestore non deve essere salvata dentro lo stesso archivio: sceglila lunga, memorizzala e proteggi l’accesso al vault con l’autenticazione a due fattori.

Sembra ovvio detto così, eppure è l’errore più diffuso che vedo raccontare. Se hai bisogno di una mano su come costruirla, ho messo giù un metodo per [creare una password complessa e facile da ricordare](https://menteinformatica.it/sicurezza-privacy/creare-password-complessa-facile-ricordare/) che funziona senza appunti.

PRO TIP: nella schermata del Gestore delle password di Google esiste la voce “Controllo password”, che secondo Google verifica efficacia e sicurezza delle credenziali salvate e segnala quelle compromesse. Fallo girare una volta ogni tanto e cambia per prime quelle riusate su più siti.

## Password compromesse: cosa fare quando il controllo segnala qualcosa

Il Controllo password del Gestore delle password di Google confronta le credenziali salvate con quelle finite in violazioni note e restituisce consigli personalizzati. Trovare una segnalazione non significa che il tuo account sia già stato violato: significa che quella combinazione è in giro e va cambiata, a partire dai servizi dove hai riusato la stessa password.

L’ordine di priorità che seguirei è questo: prima l’email principale, perché da lì si resettano tutte le altre, poi i servizi con un metodo di pagamento salvato, poi il resto. E quando cambi, cambia davvero: aggiungere un numero alla fine non serve a niente contro un attacco automatizzato.

Sul fronte opposto stanno le passkey, che [Gestore Password Google](https://menteinformatica.it/sicurezza-privacy/gestore-password-google-guida-rapida/) gestisce insieme alle password tradizionali e che l’assistenza di Google descrive come più sicure e più semplici da usare rispetto alle password. Dove il servizio le offre, io le attivo. Il mondo passwordless non arriverà domani (Cybersecurity360 stima che dovremo convivere con le password ancora per anni, e non totalmente), ma ogni account passato a passkey è un account in meno da ricordare.

## Come ho valutato e mi sono documentato

Ho incrociato la documentazione ufficiale di Google (Centro assistenza di Google Chrome e di Account Google, in versione italiana) con le indicazioni operative dell’assistenza Libero per la procedura su desktop e con l’approfondimento di Cybersecurity360 firmato da Giorgio Sbaraglia sui password manager, aggiornato ad aprile 2025. I percorsi dentro le impostazioni di Android e dei dispositivi Samsung possono cambiare nome fra una versione e l’altra del sistema e fra un produttore e l’altro: dove la dicitura varia l’ho segnalato, e in caso di dubbio conviene usare la ricerca interna alle Impostazioni digitando “password”. Nessun test di laboratorio, nessun dato inventato: solo fonti verificabili e criteri operativi.

## Domande frequenti

### Come faccio a esportare le password salvate prima di cambiare telefono?

Il Gestore delle password di Google prevede una funzione di esportazione nelle impostazioni dell’interfaccia raggiungibile da Google Chrome o da passwords.google.com. Il file generato è in chiaro, quindi va cancellato subito dopo l’importazione nel nuovo gestore. Se le password sono già sincronizzate nell’Account Google, l’esportazione non serve: basta accedere con lo stesso account sul nuovo dispositivo.

### Posso vedere le password del Wi-Fi salvate sul telefono?

Su Android le chiavi delle reti Wi-Fi salvate si trovano nelle impostazioni di rete, non nel Gestore delle password di Google, e sulle versioni recenti si consultano tramite la funzione di condivisione della rete con codice QR, previo sblocco del dispositivo. Il percorso esatto cambia in base al produttore dello smartphone, quindi conviene cercare “Wi-Fi” nella barra di ricerca delle Impostazioni.

### Le password salvate si vedono anche se disinstallo Google Chrome?

Le password salvate nell’Account Google restano disponibili all’indirizzo passwords.google.com da qualsiasi browser, anche dopo la disinstallazione di Google Chrome. Le password salvate solo localmente sul dispositivo, invece, sono legate all’installazione del browser e rischiano di sparire con la rimozione del profilo. È il motivo per cui conviene verificare in anticipo dove sono archiviate.

### Un gestore di password gratuito è sufficiente o serve pagare?

Per un uso personale il Gestore delle password di Google è gratuito e copre bene il caso base, mentre soluzioni gratuite come Bitwarden e KeePass, citate da Cybersecurity360 fra i migliori gestori senza costo, offrono un archivio indipendente dal browser. Le versioni a pagamento aggiungono soprattutto condivisione familiare, archiviazione di documenti e assistenza dedicata.

### Cosa succede alle password salvate se qualcuno ruba il telefono?

Se lo smartphone ha un blocco schermo attivo con PIN, impronta o riconoscimento del volto, l’accesso al Gestore delle password di Google richiede comunque l’autenticazione, perché il sistema la chiede prima di mostrare una credenziale in chiaro. Senza blocco schermo, invece, l’intero archivio è consultabile: attivare il blocco è la prima contromisura, seguita dalla rimozione remota del dispositivo dall’Account Google.

Se dimentichi tutto il resto, ricorda questo: la password dell’account che custodisce le altre password non deve stare dentro quell’account, e su quell’account la verifica in due passaggi non è opzionale. Il resto sono percorsi dentro i menu, e i menu cambiano nome ogni due versioni.

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