# Pavel Durov: chi è il fondatore di Telegram, la sua storia e cosa gli è successo

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Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-03-26
Categoria: Software e App

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## Chi è Pavel Durov

Pavel Valer’evic Durov nasce il **10 ottobre 1984 a Leningrado** (oggi San Pietroburgo). Suo padre è un professore universitario di filologia classica: da 4 a 8 anni Pavel vive a **Torino**, dove il padre insegna. È un dettaglio biografico che pochi conoscono: Durov ha radici italiane più di quanto la narrativa “genio russo” lasci intendere.

Torna in Russia nel 1992, si diploma al ginnasio accademico di San Pietroburgo e si laurea con lode in filologia all’Università statale locale. Un percorso umanistico, non tecnico: il codice lo ha imparato dal fratello **Nikolai**, matematico di formazione, che sarà il vero architetto tecnico sia di VK che di Telegram.

Dal punto di vista delle nazionalità, Durov ha collezionato passaporti con una certa sistematicità: è cittadino russo (anche se non ci torna dal 2014), di **Saint Kitts e Nevis** (ottenuto donando 250.000 dollari a un fondo governativo), degli **Emirati Arabi Uniti** (dove ha sede Telegram e dove vive) e della **Francia** (ottenuta nel 2021, che gli è costata cara come vedremo).

Vegetariano convinto, si dice che pratichi il digiuno intermittente e abbia stili di vita che definisce “ottimizzati”. Vive a Dubai. Non è sposato. Ha dichiarato di avere più di 100 figli biologici in qualità di donatore di sperma, notizia che ha fatto il giro del mondo nel 2024.

## Prima di Telegram: la storia di VKontakte

Nel 2006, a 22 anni, Durov fonda **VKontakte** (oggi conosciuta come VK): in pratica un clone di Facebook pensato per il mercato russo. L’intuizione è perfetta per i tempi: in un mercato dove Facebook non parla russo e non capisce la cultura locale, VK decolla in modo esplosivo. Nel 2012 vale circa 3 miliardi di dollari ed è il social network dominante in Russia e nei paesi dell’ex Unione Sovietica.

Poi arriva il momento che spiega tutto il resto. Nel 2011, dopo le elezioni per il rinnovo della Duma, il governo russo chiede a Durov di rimuovere da VK le pagine dei movimenti di opposizione. Lui pubblica la foto di un cane con la lingua di fuori come risposta ufficiale e non apre la porta alla polizia che se ne va dopo un’ora.

Nel 2014 la storia si ripete, più seria: i servizi di sicurezza russi (FSB) chiedono i dati personali degli utenti coinvolti nelle proteste Euromaidan ucraine. Durov rifiuta, pubblica gli ordini sulla sua pagina, e nel giro di giorni viene rimosso dall’incarico di amministratore delegato. La versione ufficiale parla di dimissioni volontarie presentate mesi prima, ma lui ha sempre sostenuto di essere stato cacciato per non aver ceduto ai dati.

Vende la sua quota, raccoglie 300 milioni in contanti presso banche svizzere e lascia la Russia. **“Il paese ora è incompatibile con il business di Internet”**, scriverà. Non ci tornerà mai più.

**💡 VK oggi:** VKontakte è ancora attiva ed è il social network dominante in Russia, controllata da Mail.ru Group (parte dell’ecosistema Gazprom). Durov non ha più nessun ruolo in essa dal 2014.

## Come è nata l’idea di Telegram

Telegram non è nata dal nulla. Il seme viene piantato nel 2012, quando Pavel riceve una visita inquietante: agenti dell’FSB si presentano alla sua porta (per l’episodio del cane, come gesto intimidatorio). In quel momento realizza che ha bisogno di un modo sicuro per comunicare con il fratello Nikolai senza che nessuno possa intercettare. Nikolai, ingegnere brillante, sviluppa quello che diventerà il protocollo **MTProto**: la base crittografica di Telegram.

L’app viene lanciata in versione beta nell’**agosto 2013**. Il timing è fortunato: quattro mesi dopo, le rivelazioni di Edward Snowden sull’NSA mettono la sorveglianza di massa al centro del dibattito globale. Telegram, con la sua narrazione sulla privacy e le chat segrete, intercetta perfettamente quella corrente.

Il lancio ufficiale avviene il **14 agosto 2013**. Il primo mese registra 100.000 utenti. Un anno dopo già sono 35 milioni. Nel 2020, con la controversia sulle nuove condizioni di WhatsApp, arrivano **25 milioni di nuovi utenti in 72 ore**. Nel 2024 Durov annuncia il superamento del miliardo di utenti attivi mensili.

## La filosofia di Durov: libertà e neutralità (con qualche contraddizione)

La narrazione pubblica di Durov è coerente da sempre: Telegram è una piattaforma neutra, non interferisce con le comunicazioni degli utenti, non cede dati ai governi, non si schiera nei conflitti geopolitici. Ha rifiutato le chiavi di crittografia alla Russia (bannata per due anni), all’Iran, all’FSB ucraino. Questo gli ha costruito una reputazione da difensore incorruttibile della privacy.

La realtà è più sfumata. Nel 2024, dopo l’arresto in Francia, Telegram ha cambiato in modo significativo le sue politiche: ha rimosso la dichiarazione che garantiva protezione assoluta delle chat private, ha migliorato la moderazione dei contenuti, ha iniziato a condividere indirizzi IP e numeri di telefono con le forze dell’ordine su richiesta giudiziaria. Nel gennaio 2025 ha rivelato di aver fornito dati di oltre 2.000 utenti alle autorità americane.

Durov ha sempre sostenuto che lo 0,001% degli utenti usa Telegram per attività criminali. Le indagini giornalistiche, tra cui una del New York Times su 3,2 milioni di messaggi, hanno dipinto un quadro meno rassicurante. Non è un’app di criminali, ma è diventata un posto dove molta criminalità trova rifugio, precisamente per la stessa caratteristica che ne ha fatto il successo: la difficoltà di moderazione su scala.

Su temi geopolitici è dichiaratamente neutrale, ma a maggio 2025 ha accusato pubblicamente i servizi segreti francesi (DGSE) di avergli chiesto di censurare voci conservatrici in Romania in vista delle elezioni presidenziali. Ha rifiutato. La Francia ha negato. Il dibattito continua.

## Telegram e la Russia: una storia complicata

La relazione tra Telegram e la Russia è il capitolo più frainteso di questa storia. Nel **2018** il governo russo, tramite Roskomnadzor, ha imposto il blocco di Telegram dopo che Durov si è rifiutato di consegnare le chiavi di crittografia all’FSB. Il blocco è stato tecnicamente caotico: nel tentativo di bloccare Telegram, la Russia ha oscurato per errore milioni di IP di Amazon e Google, creando danni collaterali enormi.

Il blocco non ha mai funzionato davvero. Gli utenti russi hanno continuato a usare Telegram tramite VPN, e l’app è rimasta di fatto accessibile. Nel **giugno 2020** il blocco è stato ufficialmente revocato. Oggi Telegram è largamente usata in Russia, sia dall’opposizione che dal governo, ed è uno dei canali principali per la comunicazione sulla guerra in Ucraina da entrambe le parti.

Nel **giugno 2025** un’indagine della testata IStories ha rivelato che parti fondamentali dell’infrastruttura tecnica di Telegram sarebbero gestite da aziende con legami con i servizi segreti russi. Le implicazioni sulla privacy degli utenti sono state molto discusse. Telegram non ha confermato né negato in modo esplicito.

**⚠️ Telegram è sicura rispetto alla Russia?** La questione è aperta. L’indagine IStories del 2025 ha sollevato dubbi sull’infrastruttura tecnica. Le chat normali non sono E2E. Per comunicazioni sensibili in contesti ad alto rischio, le chat segrete E2E rimangono l’opzione più solida. Approfondisci: Telegram è un pericolo per la tua privacy?

## L’arresto in Francia: cosa è successo davvero

Il **24 agosto 2024**, Pavel Durov atterra all’aeroporto parigino di Le Bourget con il suo jet privato. La gendarmeria lo aspetta. Viene arrestato in forza di un mandato emesso dalla Direzione nazionale della polizia giudiziaria francese, nell’ambito di un’indagine avviata l’8 luglio 2024.

Le accuse, formalizzate il 28 agosto dalla procuratrice Laure Beccuau, sono **12 capi di imputazione**: complicità nella distribuzione di materiale pedopornografico, traffico di stupefacenti, riciclaggio di denaro, mancata collaborazione con le autorità su richieste di intercettazione, complicità con organizzazioni criminali. L’impianto dell’accusa non è che Durov abbia commesso questi reati direttamente, ma che abbia permesso che avvenissero non moderando la piattaforma.

Dopo **96 ore di custodia cautelare**, viene rilasciato il 28 agosto su cauzione di **5 milioni di euro**, con divieto di lasciare la Francia e obbligo di presentarsi due volte a settimana alla polizia. Trascorre i mesi successivi a Parigi, dove collabora parzialmente con le autorità.

Il **6 settembre 2024**, sul suo canale Telegram, pubblica la prima dichiarazione pubblica. Critica le modalità dell’arresto (“usare leggi dell’era pre-smartphone per accusare un CEO di crimini commessi da terzi è un approccio sbagliato”), ma annuncia nuove politiche di moderazione: Telegram avrà moderatori, risponderà alle richieste giudiziarie legittime, rimuoverà contenuti illegali.

Nel **marzo 2025** ottiene il permesso di lasciare temporaneamente la Francia e torna a Dubai. Ma deve rientrare ogni 14 giorni. Il processo non ha ancora una data fissata. Ad agosto 2025, nell’anniversario dell’arresto, Durov ha dichiarato che è stato “un errore della polizia” e che continuerà a battersi.

**💡 Cosa ha cambiato Telegram dopo l’arresto:** Settembre 2024: rimossa la garanzia di protezione assoluta delle chat private, nuove regole di moderazione, rimozione di milioni di canali illeciti. Gennaio 2025: Telegram ha condiviso dati di 2.253 utenti con le autorità americane in risposta a oltre 900 richieste. Un cambio di rotta significativo rispetto alla policy precedente.

## Il fratello Nikolai: il genio nell’ombra

La storia di Telegram non si può raccontare senza Nikolai Durov. Pavel è la faccia pubblica, il narratore, lo stratega. Nikolai è l’ingegnere che ha costruito tutto. Ha sviluppato il protocollo MTProto, la struttura crittografica che sta alla base di Telegram, ed è considerato uno dei matematici più brillanti della sua generazione in Russia.

Nikolai non fa interviste, non ha presenza pubblica, non appare alle conferenze. È talmente riservato che anche nel periodo dell’arresto di Pavel, la polizia francese ha cercato anche lui senza risultato. È la mente tecnica di un’app da miliardo di utenti, ma praticamente sconosciuto al grande pubblico.

## Domande frequenti (FAQ)

### Telegram è ancora di Pavel Durov?

Sì. Pavel Durov è il fondatore, CEO e proprietario di Telegram attraverso la società Telegram FZ-LLC con sede a Dubai. Non è quotata in borsa e non ha investitori esterni significativi. La struttura proprietaria è opaca per scelta, ma Durov ne mantiene il controllo.

### Perché Pavel Durov è stato arrestato?

Le autorità francesi lo hanno arrestato il 24 agosto 2024 per 12 capi di imputazione legati alla mancata moderazione di Telegram, che avrebbe permesso attività criminali sulla piattaforma. Durov è stato rilasciato su cauzione di 5 milioni di euro. A marzo 2025 ha ottenuto il permesso di lasciare la Francia. Il processo non ha ancora una data.

### Pavel Durov è russo?

Di origini sì. È nato a San Pietroburgo nel 1984, ma ha lasciato la Russia nel 2014 e non vi è tornato. Ha quattro cittadinanze: russa, di Saint Kitts e Nevis, emiratina e francese. Vive a Dubai.

### Chi ha davvero costruito Telegram tecnicamente?

Il fratello Nikolai Durov, matematico e ingegnere, che ha sviluppato il protocollo crittografico MTProto e tutta l’architettura tecnica dell’app. Pavel è il fondatore visionario e il CEO, Nikolai il cervello tecnico rimasto sempre nell’ombra.

Per approfondire come funziona Telegram nel suo complesso, la guida completa a Telegram è il punto di partenza. Per capire i rischi reali sull’uso dell’app, la guida Telegram è un pericolo per la tua privacy? affronta la questione in modo diretto.

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