# Quick Share raggiunge AirDrop: ora l’Android manda file all’iPhone senza app

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Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-02
Categoria: Software e App

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**Google ha espanso questa settimana il supporto a [Quick Share con AirDrop](https://www.macrumors.com/2026/06/02/google-airdrop-support-more-android-phones/) su altri telefoni Android: Galaxy S24, Z Fold6, Z Flip6, OnePlus 15, HONOR Magic V6 e altri modelli entrano nella lista dei dispositivi che possono scambiare file direttamente con un iPhone, senza bisogno di app terze né cloud.**

## Quanti telefoni Android possono ora parlare con l’iPhone

La funzione **Quick Share con AirDrop** era già disponibile su alcuni modelli Samsung e Google Pixel dal novembre 2025. Da questa settimana la lista si allunga sensibilmente, coprendo anche tutta la famiglia **Galaxy S24**, i pieghevoli Z Fold6 e Z Flip6, il Z TriFold, e una serie di dispositivi di altri produttori come OPPO Find X9, Vivo X300 e Xiaomi 17T Pro.

Il meccanismo è semplice: il telefono Android deve avere l’opzione “Condividi con dispositivi Apple” attivata, e l’iPhone deve esporre AirDrop su “Tutti per 10 minuti” dal Centro di Controllo. Da lì in poi, la trasmissione avviene esattamente come tra due iPhone.

Chi ha un Android non compatibile può comunque generare un QR code per condividere via cloud, ma è tutta un’altra storia rispetto al trasferimento diretto.

📌 **Da sapere:** Quick Share funziona anche con iPad e Mac, non solo con iPhone. Se hai un dispositivo Apple che non è lo smartphone, puoi comunque usare questa funzione.

## Come si usa in pratica e cosa fare ora

Se hai uno dei telefoni aggiunti alla lista, la prima cosa da fare è controllare le impostazioni di Quick Share e verificare che la voce **“Condividi con dispositivi Apple”** sia abilitata. Non serve scaricare nulla: l’aggiornamento è lato software e arriva automaticamente.

Da iPhone, invece, non cambia nulla: apri AirDrop dal Centro di Controllo, imposta la visibilità su **“Tutti per 10 minuti”** e il telefono Android apparirà nell’elenco dei dispositivi disponibili come se fosse un altro iPhone. La comodità è reale, soprattutto in ufficio o in situazioni dove metà delle persone ha Android e metà ha iOS e si vuole passare una foto senza ricorrere a WhatsApp.

⚠️ **Attenzione:** la visibilità AirDrop “Tutti per 10 minuti” è temporanea per design. Apple non permette di tenerla aperta in modo permanente, quindi ogni sessione di condivisione va attivata manualmente dal Centro di Controllo.

## Perché Google si sta muovendo adesso

💡 **L’analisi:** Google sta costruendo un ecosistema di interoperabilità con Apple proprio mentre l’Europa, con il [Digital Markets Act](https://menteinformatica.it/web-social/ue-digital-markets-act-competitors/), spinge le piattaforme ad aprirsi. Espandere Quick Share ad AirDrop ora non è un gesto tecnico: è un posizionamento strategico prima che diventi un obbligo.

Google ha già annunciato che nei prossimi mesi arriverà il supporto su **Motorola Razr Fold 2026**, OPPO Find X8 e HONOR Magic8 Pro. La direzione è chiara: coprire più brand possibili, trasformare Quick Share nel punto di contatto universale tra Android e iOS.

Vale la pena ricordare che si tratta della stessa Google che ha già integrato [Gemini in sempre più servizi Android](https://menteinformatica.it/intelligenza-artificiale/gemini-android-personal-intelligence-memory/), con un’espansione progressiva su tutto l’ecosistema mobile.

La mia lettura è che questa mossa aiuta Google quanto aiuta gli utenti. Più Quick Share è presente su dispositivi non-Samsung, più Google controlla il layer di condivisione su Android.

AirDrop era l’unico vantaggio concreto che spingeva le persone a restare in ecosistema Apple per la condivisione rapida. Ora quel vantaggio si assottiglia, e il merito è tutto di Google, non dei singoli produttori.

Per approfondire, leggi anche Google chiude Android: [24 ore di attesa per ogni app](https://menteinformatica.it/software-app/google-android-sideload-restrizioni/).

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