# Infettati 60.000 utenti Android con versioni “Trojan” di Telegram

URL: https://menteinformatica.it/software-app/spyware-telegram-android-infettati-utenti/
Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-02
Categoria: Software e App

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Diversi cloni malevoli di Telegram per Android su Google Play sono stati installati oltre 60.000 volte, **infettando le persone con spyware** che rubano i messaggi degli utenti, gli elenchi dei contatti e altri dati.

Le app sembrano essere state **create su misura per gli utenti di lingua cinese** e per la minoranza etnica uigura, suggerendo possibili legami con i [ben documentati meccanismi di monitoraggio](https://www.amnesty.org/en/latest/news/2021/06/china-draconian-repression-of-muslims-in-xinjiang-amounts-to-crimes-against-humanity/).

Le app sono state scoperte da **Kaspersky**, che le ha segnalate a Google. Tuttavia, al momento della pubblicazione del rapporto da parte dei ricercatori, diverse app dannose erano ancora disponibili per il **download attraverso Google Play.**

## Telegram trojan

Le app di Telegram presentate nel report di Kaspersky sono promosse come **alternative “più veloci” all’app normale.**

Gli esempi mostrati nel report hanno **superato le 60.000 installazioni,** quindi la campagna ha avuto un moderato successo nel raggiungere un pool di potenziali bersagli.

Gli analisti della sicurezza riferiscono che le app sono **apparentemente uguali a Telegram originale**, ma contengono funzioni aggiuntive nel codice per rubare i dati.

In particolare, c’è un **pacchetto aggiuntivo chiamato “com. wsys”** che accede ai contatti dell’utente e raccoglie anche il nome utente, l’ID utente e il numero di telefono della vittima.

Quando l’utente riceve un messaggio attraverso l’app troianizzata, **lo spyware ne invia una copia direttamente al server** di comando e controllo (C2) dell’operatore all’indirizzo “sg[.]telegrnm[.]org”.

I dati esfiltrati, che vengono **crittografati prima della trasmissione**, contengono il contenuto del messaggio, il titolo e l’ID della chat/canale e il nome e l’ID del mittente.

L’applicazione spyware monitora anche l’applicazione infetta per verificare se il nome utente e l’ID della vittima vengono modificati e se cambia qualcosa, **raccoglie le informazioni più aggiornate.**

Va notato che le app malevole di Telegram hanno utilizzato i nomi dei pacchetti “org.telegram.messenger.wab” e “org.telegram.messenger.wob”, mentre **l’app legittima di Telegram ha un nome di pacchetto “org.telegram.messenger.web”.**

Google ha poi rimosso queste applicazioni Android da Google Play e ha condiviso la seguente dichiarazione:

#### Il Commento di Google

*“Prendiamo sul serio le denunce di sicurezza e di privacy contro le app e se scopriamo che un’app ha violato le nostre politiche, prendiamo i provvedimenti del caso”. Tutte le app segnalate sono state rimosse da Google Play e gli sviluppatori sono stati banditi. Gli utenti sono inoltre protetti da Google Play Protect, che può avvertire gli utenti o bloccare le app note per il loro comportamento dannoso sui dispositivi Android con Google Play Services”*. – Google.

## I pericoli delle app di messaggistica moddate

Alla fine del mese scorso, ESET ha lanciato un allarme su due app di messaggistica troianizzate, **Signal Plus Messenger** e **FlyGram**, promosse come versioni più ricche di funzionalità delle popolari app open-source Signal e Telegram.

**Ora rimosse da Google Play e dal Samsung Galaxy Store**, queste app contenevano il malware BadBazaar che permetteva ai loro operatori, l’APT cinese “GREF”, di spiare i loro obiettivi. Per proteggerti il più possibile consigliamo sempre di utilizzare una VPN e un [buon antivirus per Android](https://menteinformatica.it/sicurezza-privacy/antivirus-android-gratis-premium/).

All’inizio di quest’anno, ESET ha scoperto **due dozzine di siti clone di Telegram e WhatsApp **che distribuivano versioni troianizzate delle popolari app di messaggistica, anch’esse rivolte a utenti di lingua cinese.

Si raccomanda agli utenti di **utilizzare le versioni autentiche delle app di messaggistica **e di evitare di scaricare le app biforcute che promettono una maggiore privacy, velocità o altre funzionalità.

Google non è stata in grado di bloccare questi caricamenti dannosi soprattutto perché gli editori **introducono il codice dannoso tramite aggiornamenti post-screening e post-installazione.**

A luglio, il gigante tecnologico ha presentato una strategia per implementare un **sistema di verifica delle aziende sul Google Play Store** a partire dal 31 agosto 2023, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza degli utenti Android.
