# Alternativa a Spotify: come scegliere quella giusta

URL: https://menteinformatica.it/web-social/alternativa-spotify/
Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-02
Categoria: Web e Social

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**Spotify ha intorno a 750 milioni di utenti mensili e circa [290 milioni di abbonati Premium](https://menteinformatica.it/software-app/spotify-300-milioni-abbonati/): significa che il catalogo che ascolti tu lo trovi, quasi identico, su tutti i concorrenti.** Quindi la domanda giusta non è “chi ha più canzoni”, perché sui brani famosi sono tutti allineati.

Se cerchi un’alternativa a Spotify, la risposta breve è questa: **YouTube Music Premium** se guardi YouTube ogni giorno, **Amazon Music Unlimited** se hai già Prime, **Qobuz o Tidal** se hai un impianto o cuffie cablate decenti, **Bandcamp e YouTube** se non vuoi pagare nulla. Aggiornato a Agosto 2026.

## Da cosa dipende la scelta: tre motivi diversi, tre risposte diverse

Un’alternativa a Spotify è un servizio di streaming musicale che copre lo stesso catalogo mainstream ma cambia una variabile: il prezzo, la qualità audio o il modo in cui ti fa scoprire musica nuova. Prima di confrontare i piani conviene capire quale delle tre ti sta dando fastidio, perché la scelta migliore per un motivo è quasi sempre mediocre per gli altri due.

- **Voglio spendere meno**: il vero risparmio non è cambiare marca, è sfruttare un abbonamento che già paghi (Prime, YouTube Premium) o passare a un piano Family condiviso.

- **Voglio suonare meglio**: Spotify ha introdotto lo streaming lossless, ma si ferma alla qualità CD. Chi vuole andare oltre guarda a Qobuz e Tidal.

- **Voglio scoprire cose fuori dal mainstream**: qui vincono SoundCloud, Bandcamp e Last.fm, non i big.

~750 mlnutenti mensili di Spotify: l’algoritmo è tarato sui gusti della massa, non sui tuoi

È il punto che quasi nessuno dice: se lasci Spotify per un servizio più piccolo, il catalogo lo ritrovi, la raccomandazione automatica no. Le playlist algoritmiche di Spotify funzionano bene proprio perché hanno centinaia di milioni di ascolti da cui imparare. Un concorrente con un decimo degli utenti ti darà consigli più poveri, almeno all’inizio.

## Come cambiare servizio senza perdere le playlist in 6 passaggi

L’ordine dei passaggi conta più di quale servizio scegli. Chi disdice Premium come prima mossa si ritrova con la libreria da ricostruire a mano e nessun modo comodo di tornare indietro.

- Apri Spotify, vai in “La tua libreria” e conta quante playlist hai e quanti brani contiene la più grossa: i servizi di trasferimento gratuiti applicano un tetto di brani per playlist, e sopra quel limite ti chiedono un pagamento una tantum.

- Attiva la prova gratuita del servizio nuovo (YouTube Music, Amazon Music Unlimited, Apple Music, Tidal e Qobuz ne offrono una, con durata che cambia nel tempo) senza toccare l’abbonamento Spotify. Su iPhone alcune sottoscrizioni non si completano dentro l’app: se non trovi il pulsante, fai l’iscrizione dal sito del servizio col browser.

- Trasferisci la libreria con un servizio come Soundiiz o TuneMyMusic: collega prima l’account Spotify, poi quello di destinazione, seleziona le playlist e avvia. Alla fine ricevi un riepilogo con i brani non trovati.

- Controlla la lista dei brani mancanti, che di solito sono live, remix, edizioni deluxe e cose autoprodotte. Cercali a mano nel nuovo servizio: se ne manca una fetta consistente del tuo ascolto quotidiano, hai già la risposta e non serve andare avanti.

- Usa il servizio nuovo per almeno due o tre settimane tenendo Spotify sul piano gratuito. È l’unico modo per capire se la sezione dei consigli personalizzati ti convince, cosa che nella prima settimana è impossibile giudicare.

- Disdici Premium dalla pagina del tuo account su spotify.com, nella sezione di gestione del piano. La procedura ufficiale è descritta nell’articolo “Come annullare i piani Premium” del [sito di assistenza Spotify in italiano](https://support.spotify.com/it/). Dopo la disdetta ricontrolla la pagina dell’account: Premium di norma resta attivo fino alla fine del periodo già pagato, poi il piano deve risultare gratuito.

Se paghi Spotify tramite Google Play o l’App Store, la disdetta va fatta nelle sottoscrizioni dello store, non solo dentro Spotify: l’assistenza dedica un articolo apposito al caso “abbonamento annullato ma continuano gli addebiti”. Controlla sempre le sottoscrizioni attive dello store il mese dopo, perché è lì che nascono i doppi addebiti.

Se vuoi la procedura di migrazione spiegata schermata per schermata, l’ho già dettagliata nella guida su come [portare le playlist da un servizio all’altro](https://menteinformatica.it/software-app/trasferire-playlist-spotify-apple-music/).

## Quanto si risparmia davvero cambiando abbonamento

Poco, se guardi solo il prezzo di listino. I piani individuali dei grandi servizi in Italia si muovono tutti intorno agli 11 euro al mese: Apple Music individuale è indicativamente a 11,99 euro, come racconto nel pezzo sull’[aumento di prezzo di Apple Music in Italia](https://menteinformatica.it/hardware-dispositivi/apple-music-aumento-prezzo-italia/), e gli altri stanno nella stessa fascia. Cambiare marca per risparmiare un euro non ha senso.

Il risparmio vero arriva da tre strade: un abbonamento che copre due servizi, un piano condiviso fra più persone, o un servizio che stai già pagando senza saperlo. Attenzione a quest’ultimo punto: Prime include un accesso musicale limitato, non la libreria completa su richiesta, e la differenza fra le versioni la spiego nella guida su [come funziona davvero Amazon Music e quale piano scegliere](https://menteinformatica.it/web-social/amazon-music-piani-prezzi/).

| Caratteristica | YouTube Music Premium Consigliato | Amazon Music Unlimited | Apple Music |
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| Piano individuale (indicativo) | circa 11 euro/mese | circa 11 euro/mese | 11,99 euro/mese |
| Versione gratuita con pubblicità | ✅ | ✅ | ❌ |
| Copre anche un altro servizio | YouTube senza pubblicità | nessuno | nessuno |
| Vantaggio se hai già un altro abbonamento | incluso in YouTube Premium | prova estesa per clienti Prime | incluso in Apple One |
| Streaming senza perdita di qualità | ❌ | ✅ | ✅ |
| Video musicali, live e cover | catalogo enorme | limitato | limitato |

Secondo me il conto più onesto è questo: se guardi YouTube tutti i giorni e la pubblicità ti pesa, **YouTube Premium** è l’unico abbonamento che ti dà due cose in cambio di una spesa sola, e la musica ti arriva in omaggio. Se invece l’audio conta e YouTube ti è indifferente, YouTube Music è il peggiore dei tre, perché non offre lo streaming senza perdita di qualità.

## Le alternative gratis che valgono qualcosa

Gratis e legale esiste, ma con limiti precisi e diversi da servizio a servizio. Le opzioni che tengono davvero sono quattro: **YouTube Music** nella versione con pubblicità, **YouTube** normale, **Bandcamp** per la musica indipendente e **SoundCloud** per produzioni autonome, remix e demo che sui grandi cataloghi non trovi. Last.fm resta utile come strumento di scoperta e statistica, perché registra i tuoi ascolti e ti suggerisce artisti simili.

Sul piano gratuito di YouTube Music non ci sono limiti al numero di salti tra i brani e puoi scegliere liberamente cosa ascoltare, cosa che Spotify Free su smartphone non concede allo stesso modo. In compenso l’app deve restare in primo piano, altrimenti la riproduzione si interrompe, e dopo un lungo ascolto senza interazioni compare la richiesta di conferma che stai ancora ascoltando.

Quel vincolo sulla riproduzione in background è il motivo per cui il gratuito di YouTube Music non è una vera sostituzione di Spotify Premium: non puoi mettere la musica e usare il telefono. Ci sono aggiramenti parziali, come la riproduzione dal browser, e li ho raccolti nella guida su come [ascoltare YouTube in background](https://menteinformatica.it/software-app/ascoltare-youtube-in-background/), ma resta un ripiego, non una soluzione stabile.

Bandcamp merita un discorso a parte perché non è streaming a canone: paghi il singolo album e lo scarichi, spesso anche in formato senza perdita di qualità. Per chi ascolta cento artisti al mese è antieconomico. Per chi ne ascolta cinque e li riascolta per anni, in due anni costa meno di un abbonamento.

## Qualità audio: quando conviene passare a Qobuz o Tidal

Qobuz e Tidal sono i due servizi che puntano tutto sull’alta risoluzione, cioè su file che superano la qualità CD a cui si ferma il lossless di Spotify. Costano indicativamente come i grandi, a volte qualcosa in più, e le tariffe cambiano spesso: le trovi aggiornate sui rispettivi siti ufficiali. Il catalogo mainstream c’è, quello di nicchia dipende dai generi.

Prima di pagare per l’alta risoluzione però serve una verifica brutale sulla catena di ascolto. Il codec Bluetooth degrada il segnale, quindi l’alta risoluzione ha senso con cuffie cablate, un DAC o un impianto, non con auricolari true wireless.

Pagare per l’hi-res e ascoltare in Bluetooth è come montare pneumatici da pista per andare al supermercato.

Il mio criterio: se non hai mai collegato una cuffia con il filo al telefono negli ultimi due anni, scarto Qobuz e Tidal e ti tengo su un servizio generalista. Non perché siano peggiori, ma perché stai comprando una differenza che il tuo hardware non trasmette.

## Possedere la musica invece di affittarla

C’è una quarta strada che i confronti fra abbonamenti ignorano: costruirti una libreria di file e ascoltarla da un server tuo. Con **Navidrome** o **Jellyfin**, entrambi gratuiti e open source, installi il server su un computer sempre acceso o su un NAS e accedi ai tuoi file da smartphone come faresti con un’app di streaming, anche fuori casa.

Cosa ottieni: nessun canone, nessun brano che sparisce dal catalogo, la tua musica anche in formato senza compressione. Cosa perdi: i consigli personalizzati, il catalogo infinito, la comodità di trovare qualsiasi novità in tre secondi. E ci metti tempo, perché i file vanno etichettati bene, altrimenti la libreria diventa illeggibile.

La libreria si costruisce comprando su Bandcamp, dai negozi digitali o digitalizzando i CD che hai in casa. Se parti da una collezione già organizzata su Spotify, il punto di partenza pratico è ricostruire l’elenco dei tuoi brani preferiti in formato locale e poi acquistare quelli che ascolti sul serio, tenendo presente che i vincoli di licenza sui contenuti in streaming restano.

## Cosa perdi lasciando Spotify (e nessuno te lo dice)

Il catalogo lo ritrovi altrove, le funzioni no. Ecco le quattro cose che, nella pratica, fanno tornare indietro più spesso:

- **Le playlist algoritmiche**: mix quotidiani e radio personalizzate di Spotify sono ancora il riferimento, e su alcuni concorrenti la scoperta di musica nuova è visibilmente più debole.

- **Il passaggio fra dispositivi**: la funzione che sposta la riproduzione da telefono a computer, TV o speaker senza interruzioni è integrata in un numero di dispositivi molto ampio, dalle console alle auto.

- **I podcast nella stessa app**: se ascolti podcast e musica dallo stesso posto, cambiando servizio ti servono due app.

- **Le statistiche annuali e le funzioni sociali**: sembrano dettagli, ma sono i motivi per cui, dopo il mese di prova, molti rimettono l’abbonamento.

PRO TIP: non disdire Spotify Premium subito. Trasferisci le playlist, prova il servizio nuovo per un mese intero con Spotify sul piano gratuito e solo dopo decidi. Se torni indietro entro poco tempo, il tuo account Spotify conserva libreria e playlist, quindi non hai perso nulla e non devi ricominciare.

## Domande frequenti

### Il trasferimento delle playlist da Spotify è gratuito?

I servizi di trasferimento come Soundiiz e TuneMyMusic hanno un piano gratuito che permette di spostare playlist, ma applicano limiti sul numero di brani per playlist o sui trasferimenti simultanei. Chi ha librerie molto grandi di solito paga un mese di abbonamento al servizio di trasferimento, lo usa e lo disdice.

### Le playlist trasferite mantengono tutti i brani?

No, quasi mai al cento per cento. Nel passaggio da Spotify a un altro servizio di streaming si perdono tipicamente versioni live, remix, tracce di edizioni speciali e materiale autoprodotto, perché i cataloghi non sono identici sui titoli di nicchia. Alla fine del trasferimento ricevi l’elenco dei brani non trovati e puoi cercarli a mano.

### Conviene un piano famiglia invece di cambiare servizio?

Se il problema è solo il prezzo, sì: i piani per più persone di Spotify, Apple Music, YouTube Music e Amazon Music Unlimited abbattono il costo per testa in modo molto più netto di qualsiasi cambio di marca. Il vincolo è che quasi tutti richiedono componenti dello stesso nucleo familiare o lo stesso indirizzo di residenza, quindi vanno letti i termini del servizio prima di dividere la spesa con gli amici.

### Esiste un’alternativa a Spotify completamente open source?

Non esiste un servizio di streaming open source con lo stesso catalogo commerciale, perché i diritti musicali sono in mano alle etichette. La strada open source praticabile è il server personale: Navidrome e Jellyfin ti danno un’app simile a Spotify sulla tua libreria di file, gratis, ma la musica devi procurartela tu.

### Cosa succede al mio account Spotify se disdico Premium?

L’account Spotify non viene cancellato quando annulli Premium: di norma il piano continua fino alla fine del periodo già pagato e poi passa alla versione gratuita, conservando playlist, brani salvati e cronologia. Le procedure e le eccezioni sono descritte nell’assistenza ufficiale Spotify in italiano, che è anche il punto da controllare per la politica di rimborso.

## Cosa verificare prima di premere disdici

Prezzi, durata delle prove gratuite e dettagli dei piani sono la parte più mobile di questo confronto: cambiano più volte l’anno e a volte differiscono fra chi si iscrive dal web e chi passa dallo store del telefono. Le caratteristiche strutturali (chi ha il lossless, chi ha una versione gratuita, chi include un secondo servizio) sono invece stabili, ed è su quelle che conviene decidere.

Un ultimo avvertimento pratico: verifica che il servizio scelto funzioni sui dispositivi che usi davvero, dallo speaker in cucina all’auto, perché l’integrazione è il punto in cui i concorrenti di Spotify perdono più spesso. Se vuoi capire quanto stai sfruttando male l’abbonamento che hai già, dai un occhio prima ai [trucchi di Spotify che quasi nessuno usa](https://menteinformatica.it/software-app/spotify-12-trucchi-che-non-conoscevi/).

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