# Dal 15 giugno Google declassa i siti che bloccano il tasto Indietro: ti è già capitato?

URL: https://menteinformatica.it/web-social/back-button-hijacking-google-penalita/
Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-01
Categoria: Web e Social

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**Dal 15 giugno 2026** Google inizia a declassare i siti che bloccano o dirottano il pulsante Indietro del browser. Si chiama “Back Button Hijacking” e se non l’hai mai sentito nominare, probabilmente ti è già capitato di subirlo.

## Cos’è il Back Button Hijacking e perché Google ha deciso di intervenire

Il Back Button Hijacking è una pratica usata da certi siti per **intrappolare** l’utente: premi il tasto Indietro e non succede niente, oppure finisci su una pagina diversa da quella che ti aspettavi.

Google l’ha ufficialmente catalogato come **spam**, e non è una classificazione leggera. Vuol dire che i siti che la usano verranno trattati allo stesso modo dei siti con contenuti spazzatura, link farm e tutta quella roba che fa schifo nell’ecosistema della ricerca.

⚠️ **Attenzione:** Se gestisci un sito e hai script che modificano il comportamento del tasto Indietro, hai tempo fino al **15 giugno 2026** per rimuoverli. Dopo quella data scattano le penalizzazioni nei risultati di ricerca.

## Chi usa questa tecnica e come ti colpisce nella navigazione quotidiana

I principali responsabili sono **siti di e-commerce aggressivi**, pagine di landing pubblicitarie e certi portali di contenuti che vogliono tenere l’utente incollato a tutti i costi. Il meccanismo è semplice: manipolano lo **stack della cronologia** del browser per rendere il tasto Indietro inutile o fuorviante.

In Italia lo trovi spesso su siti di coupon, comparatori di dubbia qualità e pagine di download software che ti reindirizzano in loop. Ogni volta che ti sei trovato a dover chiudere la scheda perché non riuscivi a tornare indietro, probabilmente eri vittima di questa pratica.

📌 **Da sapere:** Il Back Button Hijacking non è solo un fastidio. In certi casi espone l’utente a pagine con **contenuti malevoli** o tentativi di phishing, perché il reindirizzamento porta verso destinazioni non previste.

## Cosa cambia concretamente dal 15 giugno e perché questa mossa di Google è giusta

Google dà **due mesi** di tempo agli sviluppatori per adeguarsi, il che mi sembra un periodo ragionevole per chi gestisce siti legittimi. Chi non si adegua vedrà calare il traffico organico, e per certi business che campano di visitatori provenienti dalla ricerca, è un colpo che fa male sul serio.

Devo dire che qui Google ha preso la decisione giusta. Il Back Button Hijacking non è mai stato una pratica borderline: è deliberatamente progettata per fregare l’utente, togliergli il controllo della navigazione e tenerlo prigioniero di una pagina.

Non difenderei mai chi la usa, indipendentemente dal modello di business. Vale la pena ricordare che Google ha già fatto mosse simili in passato contro i **pop-up invasivi** sui mobile, con risultati positivi per la qualità del web.

Questa è la stessa logica, applicata a una pratica altrettanto aggressiva.

Se vuoi capire quanto Google stia spingendo sull’AI direttamente sui dispositivi, ti dico che c’è qualcosa di interessante: sul tuo Pixel c’è un’AI di Google che funziona senza internet e quasi nessuno lo sa. Due facce della stessa azienda: da un lato combatte lo spam, dall’altro sviluppa tecnologie che sembrano fantascienza.

## L’impatto sugli utenti italiani e sul panorama web nazionale

In Italia il problema è particolarmente sentito su certi segmenti: siti di streaming non ufficiali, portali di **offerte e promozioni** di bassa qualità, e pagine generate automaticamente che campano di traffico pubblicitario. Questi sono esattamente i siti che usano il Back Button Hijacking come strategia di retention disperata.

Per l’utente medio italiano che naviga da **smartphone Android o iPhone**, la differenza sarà tangibile: meno siti-trappola nei risultati di Google significa una navigazione più pulita e meno frustrazione. Non so quanto tempo ci vorrà perché l’effetto si veda concretamente, ma la direzione è quella giusta.

E nel frattempo, se noti comportamenti strani con il tasto Indietro su qualsiasi browser, sai già che c’è qualcosa di losco sotto.

✅ **In sintesi:** Google penalizza il Back Button Hijacking a partire dal **15 giugno 2026**. I siti che bloccano o dirottano il tasto Indietro vengono classificati come spam e perdono visibilità nella ricerca.

Due mesi di tempo per adeguarsi.

Stay tech 🦾
