# Come vivere e sopravvivere nel web e sui Social nel 2025: privacy, app, browser e algoritmi

URL: https://menteinformatica.it/web-social/guida-web-social-app-browser-algoritmi/
Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-19
Categoria: Web e Social

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[Internet e i social media](https://menteinformatica.it/web-social/manuale-web-social/) sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana nel 2025. Li usiamo per informarci, comunicare, lavorare, divertirci. Ma siamo sicuri di saperli usare nel modo giusto? Navigare online oggi presenta sfide legate alla nostra privacy, alla sicurezza delle app che installiamo, alla scelta del browser e all’influenza, spesso invisibile, degli algoritmi.

Questo articolo vuole essere una guida pratica e aggiornata. Non servono competenze tecniche da esperto, ma un po’ di consapevolezza e qualche strumento semplice. L’obiettivo è darti consigli concreti per rendere la tua esperienza digitale più sicura, consapevole e serena.

## La tua privacy online nel 2025: cosa devi sapere

Forse ti chiedi perché parlare ancora di privacy online nel 2025. Sembra una battaglia persa, vero? In realtà, è più importante che mai. La privacy non significa solo nascondere qualcosa, ma avere il controllo sulle tue informazioni personali. E oggi, questo controllo è minacciato da più fronti.

L’intelligenza artificiale (AI) viene usata in modi sempre più sofisticati per creare profili dettagliati di noi utenti, analizzando i nostri comportamenti per prevedere gusti e abitudini, spesso a fini commerciali o di influenza. Questo tipo di profilazione sta diventando molto avanzato grazie all’AI. Allo stesso tempo, le leggi cercano di tenere il passo: il GDPR europeo continua ad evolversi , con aggiornamenti previsti anche per il 2025 che potrebbero focalizzarsi su maggiore sicurezza e trasparenza.

Nuove normative come il Data Act e l’AI Act cercano di regolamentare l’uso dei dati e dell’intelligenza artificiale, vietando pratiche considerate troppo rischiose per i nostri diritti. Anche il Garante per la protezione dei dati personali in Italia è molto attivo, con interventi e ispezioni mirate in vari settori, dalla sanità al marketing, fino all’uso dell’AI.

Insomma, il panorama è in continuo movimento: le minacce si evolvono, ma anche gli strumenti e le regole per difenderci. Essere informati è il primo passo per non subire passivamente.

### Rischi comuni e come riconoscerli

Navigare online comporta alcuni rischi. Conoscerli ti aiuta a evitarli. Ecco i più comuni nel 2025:

#### Phishing e Smishing

Queste truffe esistono da tempo, ma sono diventate molto più raffinate. Non si tratta più solo di email sgrammaticate. Oggi i truffatori usano tecniche di ingegneria sociale, a volte potenziate dall’AI , per creare messaggi molto convincenti.

Potresti ricevere un SMS (smishing) dalla tua banca che ti avvisa di un problema sul conto, con un link per risolverlo. Oppure una email che sembra provenire da un corriere per una spedizione inesistente, o un messaggio diretto sui social da un amico (il cui account è stato violato) che ti chiede un favore urgente.

L’obiettivo è sempre lo stesso: indurti a cliccare su link malevoli, scaricare allegati infetti o fornire dati personali (password, numeri di carta). La diffusione è enorme: si parla di [miliardi di email di phishing](https://menteinformatica.it/sicurezza-privacy/phishing-significato-come-difendersi/) inviate ogni giorno e un aumento vertiginoso degli attacchi via SMS.

**Come riconoscerli?** Sii sempre sospettoso di messaggi inattesi, soprattutto se creano urgenza o chiedono dati sensibili. Controlla bene l’indirizzo del mittente e non cliccare sui link direttamente. Se hai dubbi, contatta il mittente (la banca, l’amico) attraverso un canale diverso e sicuro.

#### Data Broker e tracciamento

Hai mai avuto la sensazione che la pubblicità online ti legga nel pensiero? Dietro ci sono spesso i *data broker*. Sono aziende che raccolgono enormi quantità di informazioni su di noi da fonti diverse (acquisti online, navigazione web, social media, registri pubblici) e poi le vendono o le aggregano per creare profili dettagliati.

Questi profili includono dati demografici, interessi, abitudini di acquisto, a volte anche informazioni finanziarie o sulla posizione.

Vengono usati principalmente per il marketing mirato, ma possono servire anche per analisi di mercato o, in casi più preoccupanti, per influenzare opinioni o decisioni. Anche se ci sono leggi che cercano di regolamentare queste pratiche , la raccolta dati è pervasiva.

**Come limitarla?** Gestire i cookie (ne parliamo tra poco), [usare browser e estensioni focalizzati sulla privacy](https://menteinformatica.it/sicurezza-privacy/duckduckgo-proteggere-privacy-android/) e limitare le informazioni condivise online sono passi utili.

#### Social Media e condivisione eccessiva

Postare sui social è diventato naturale, ma attenzione a non condividere troppo (*oversharing*). Informazioni apparentemente innocue come il nome del tuo animale domestico, la tua data di nascita, i luoghi che frequenti, le tue abitudini, possono essere raccolte da malintenzionati.

Questi dettagli possono essere usati per indovinare le tue password, rispondere a domande di sicurezza, creare truffe di phishing personalizzate o persino tentare un furto d’identità. Pensa bene prima di pubblicare foto geolocalizzate, dettagli sui tuoi figli (“sharenting” ), o documenti che contengono dati sensibili, anche involontariamente (come un QR code su un biglietto o un certificato ).

**Posso darti un consiglio?** Imposta il tuo profilo come privato, rifletti su chi vedrà i tuoi post e chiediti se quell’informazione è davvero necessaria da condividere pubblicamente.

È importante capire che questi rischi non sono separati. I dati raccolti dai data broker o quelli che condividiamo troppo facilmente sui social possono essere usati per rendere gli attacchi di phishing molto più credibili e difficili da individuare.

Un truffatore che conosce i tuoi interessi o le tue abitudini recenti può creare un messaggio su misura quasi perfetto. Inoltre, l’uso di AI e di strumenti software legittimi da parte degli attaccanti (“living off the land” ) rende le minacce meno riconoscibili. Non basta più cercare errori evidenti; serve un livello di attenzione e scetticismo più alto verso qualsiasi comunicazione inattesa.

### Strumenti pratici per difenderti

Fortunatamente, non siamo inermi. Esistono strumenti e buone abitudini che possono aumentare notevolmente la nostra sicurezza online. Ecco i fondamentali:

#### Password robuste e gestori di password

Usare la stessa password (o variazioni semplici) per più siti è una delle abitudini più rischiose. Se una viene scoperta, tutte le altre sono a rischio. La soluzione è usare password **uniche, lunghe e complesse** per ogni account.

Ma come ricordarle tutte? Qui entrano in gioco i **gestori di password** (password manager). Sono programmi o app che generano password complesse e le memorizzano in modo sicuro e criptato. Basta ricordare una sola “master password” per accedere a tutte le altre.

Alcuni gestori popolari e affidabili nel 2025 possono essere **Bitwarden** (molto apprezzato, open source, con un ottimo piano gratuito ) e **KeePass** (totalmente gratuito, open source, salva i dati localmente sul tuo dispositivo, forse un po’ meno immediato per principianti ).

Ci sono anche altre opzioni valide come NordPass, LastPass o Keeper. Usare un gestore di password è uno dei passi più importanti per la sicurezza dei tuoi account.

#### Autenticazione a Due Fattori (2FA)

L’autenticazione a due fattori (o verifica in due passaggi) aggiunge un livello di sicurezza extra alla tua password. Anche se qualcuno scopre la tua password, non può accedere all’account senza il secondo fattore, che di solito è un codice temporaneo inviato al tuo telefono (via SMS o app dedicata come Google Authenticator o Authy) o una chiave fisica.

**Attivala ovunque sia possibile**: sulla tua email, sui social network, sui servizi bancari, sull’e-commerce. È una delle difese più efficaci contro l’accesso non autorizzato agli account.

#### VPN (Virtual Private Network)

Una VPN crea una connessione sicura e criptata tra il tuo dispositivo e internet. Immaginala come un tunnel privato per il tuo traffico dati, che nasconde anche il tuo indirizzo IP reale. Quando usarla ha più senso? Principalmente quando ti connetti a **reti Wi-Fi pubbliche** (aeroporti, hotel, bar), che sono spesso poco sicure e vulnerabili a intercettazioni.

Una VPN può essere utile anche per aggirare blocchi geografici (accedere a contenuti non disponibili nel tuo paese) o per un livello aggiuntivo di privacy, anche se non garantisce l’anonimato totale. Per un uso generale, nel 2025 puoi considerare VPN come **NordVPN** (molto popolare, veloce, con una politica no-log verificata e server anche in Italia ) o **Surfshark** (buon rapporto qualità-prezzo, permette di collegare un numero illimitato di dispositivi, buone prestazioni ).

Altre opzioni valide sono Proton VPN, ExpressVPN e CyberGhost. Fai attenzione alle VPN gratuite: spesso hanno limiti di velocità o dati, e alcune potrebbero non essere affidabili dal punto di vista della privacy.

#### Controllo dei permessi delle App

Quando installi un’app sul telefono, questa ti chiede il permesso di accedere a diverse funzionalità o dati: posizione, fotocamera, microfono, contatti, memoria, ecc..

È fondamentale controllare quali permessi richiede un’app e **concedere solo quelli strettamente necessari** al suo funzionamento. Un’app torcia ha davvero bisogno di accedere ai tuoi contatti? Probabilmente no. Puoi (e dovresti) controllare e modificare i permessi delle app installate in qualsiasi momento.

**Su Android**

- Vai su Impostazioni

- App

- [Nome dell’app]

- Autorizzazioni

Oppure, *Impostazioni* > *Sicurezza e privacy* > *Privacy* > *Gestione autorizzazioni* per vedere i permessi per tipo. Le versioni recenti di Android (come Android 15) offrono controlli più granulari, come permettere l’accesso alla posizione solo mentre l’app è in uso, chiedere ogni volta, o rimuovere automaticamente i permessi dalle app che non usi da tempo.

Esistono anche impostazioni “con limitazioni” per app installate da fonti non ufficiali, che richiedono un’autorizzazione esplicita per accedere a funzioni sensibili.

**Su iOS**

- Vai su Impostazioni

- Privacy e sicurezza

- Qui troverai le categorie di dati (Posizione, Contatti, Foto, Microfono, Fotocamera, Tracciamento, ecc.)

Toccando una categoria, vedrai quali app hanno richiesto l’accesso e potrai attivarlo o disattivarlo. iOS 18 e versioni recenti permettono anche di concedere accesso solo a foto selezionate anziché all’intera libreria e richiedono il consenso esplicito per il tracciamento tra app e siti web.

Ricorda che la sicurezza online si basa su una **difesa a strati**. Nessuno strumento è infallibile da solo. Usare password forti gestite da un password manager, abbinate alla 2FA, usare una VPN su reti non sicure e controllare attentamente i permessi delle app crea una barriera molto più robusta contro le minacce più comuni.

A volte c’è un compromesso tra massima sicurezza e facilità d’uso *(ad esempio, KeePass è potentissimo ma forse meno intuitivo di Bitwarden per un principiante)*, quindi scegli gli strumenti che ti senti più a tuo agio ad usare con costanza.

### Gestire cookie e tracciamento web

Ogni volta che navighi su un sito web, lasci delle tracce. Capire come funziona il tracciamento ti aiuta a limitarlo.

#### Cookie: cosa sono?

I cookie sono piccoli file di testo che i siti web salvano sul tuo browser. Si distinguono principalmente in due tipi:

**Cookie tecnici (detti anche “di prima parte”):** Sono necessari per il funzionamento del sito. Ricordano le tue preferenze (lingua, login), il contenuto del carrello, ecc. Sono generalmente innocui e utili.

**Cookie di profilazione (detti anche “di terze parti”):** Sono impostati da domini diversi da quello che stai visitando (es. reti pubblicitarie, social network, servizi di analisi). Servono a tracciare la tua navigazione su più siti per creare un profilo dei tuoi interessi e mostrarti pubblicità mirata o analizzare il tuo comportamento. Sono questi i cookie più invasivi per la privacy.

#### Come gestire i consensi cookie

Avrai notato i banner che appaiono sui siti e chiedono il consenso per usare i cookie. Secondo la legge (GDPR), il consenso deve essere informato, libero ed esplicito.

Questo significa che non dovrebbero esserci caselle pre-spuntate per i cookie non essenziali e dovresti avere la possibilità di rifiutare facilmente (“Rifiuta tutto”) o personalizzare le tue scelte. Purtroppo, molti siti usano “dark pattern”: design ingannevoli che rendono difficile rifiutare o spingono ad accettare tutto.

**Consiglio:** Non cliccare frettolosamente su “Accetta tutto”. Cerca sempre l’opzione per rifiutare i cookie non necessari o per personalizzare le impostazioni e disattiva quelli di profilazione e marketing.

#### Estensioni browser anti-tracciamento

Affidarsi solo ai banner non basta. Esistono estensioni per il browser che bloccano attivamente tracker e cookie di terze parti. Due delle più efficaci e raccomandate nel 2025 sono:

**[uBlock Origin](https://menteinformatica.it/sicurezza-privacy/bloccare-pubblicita-android-ublock-origin/):** È un’estensione open source molto potente che blocca non solo la pubblicità invasiva, ma anche moltissimi tracker e script malevoli. È altamente configurabile ma funziona benissimo anche con le impostazioni predefinite. È considerata un riferimento.

**Privacy badger:** Sviluppata dalla Electronic Frontier Foundation (EFF), questa estensione impara quali domini sembrano tracciarti su più siti senza il tuo consenso e inizia a bloccarli automaticamente. Non si basa su liste predefinite ma sull’analisi del comportamento dei tracker. Può funzionare bene in combinazione con uBlock Origin.

Altre opzioni come Ghostery esistono, ma uBlock Origin e Privacy Badger sono spesso considerate le scelte migliori per efficacia e rispetto della privacy. **Attenzione:** ricorda di non installare troppe estensioni simili, potrebbero rallentare il browser o entrare in conflitto. Scegli una o due fidate.

L’uso combinato di una gestione attenta dei consensi sui siti e di estensioni come uBlock Origin o Privacy Badger offre una protezione molto più solida contro il tracciamento pervasivo rispetto al solo affidarsi ai banner, che possono essere ingannevoli. Questi strumenti agiscono proattivamente per bloccare ciò che potresti accettare senza rendertene conto.

## App: sceglierle bene per non avere problemi

I nostri smartphone sono pieni di app. Ma sono tutte davvero utili? E soprattutto, sono sicure? Il mondo delle app è vasto e non sempre è facile orientarsi. Scegliere con attenzione cosa installiamo è fondamentale per proteggere i nostri dati e il nostro benessere digitale.

### Prima di installare un’app: cosa controllare

Prima di cliccare sul pulsante “Installa”, prenditi un minuto per fare qualche verifica. È un’abitudine semplice che può evitarti problemi:

- **Fonte:** Scarica app **solo dagli store ufficiali**: Google Play Store per Android  e Apple App Store per iOS. Evita assolutamente store alternativi o download da siti web sconosciuti, sono la via principale per installare malware.

- **Recensioni:** Dai un’occhiata alle recensioni degli altri utenti, ma fallo con spirito critico. Non fermarti al punteggio medio. Leggi qualche recensione dettagliata, sia positiva che negativa. Cerca pattern: se molti lamentano problemi di privacy, pubblicità invasiva o malfunzionamenti, è un campanello d’allarme. Diffida di recensioni troppo generiche, entusiastiche o, al contrario, sospettosamente negative e poco argomentate.

- **Permessi richiesti:** Prima di installare (o subito dopo), controlla quali permessi chiede l’app. Chiediti se sono giustificati per quello che l’app dovrebbe fare. Un’app per modificare foto ha bisogno dell’accesso alla tua posizione o al microfono? Un gioco richiede l’accesso ai tuoi contatti? Se i permessi sembrano eccessivi, è un segnale negativo. Meglio cercare un’alternativa o, se proprio vuoi installarla, negare i permessi non indispensabili (vedi sezione precedente sul controllo dei permessi).

- **Informativa sulla Privacy:** Lo sappiamo, leggere le informative sulla privacy è noioso. Sono lunghe, scritte in legalese… Ma dare un’occhiata veloce può essere utile. Cerca le sezioni chiave:

- **Quali dati raccolgono?** (Nome, email, posizione, dati di utilizzo, ecc. )

- **Come li usano?** (Per far funzionare l’app, per pubblicità, per analisi, ecc. )

- **Con chi li condividono?** (Società partner, inserzionisti, data broker? )

- **Come puoi controllare i tuoi dati?** (Opzioni di opt-out, cancellazione account ) Su Google Play, la sezione “Sicurezza dei dati”  e sull’App Store le “Etichette sulla privacy”  offrono un riassunto fornito dallo sviluppatore. Sono utili, ma ricorda che si basano su quanto dichiarato dallo sviluppatore stesso. Non sostituiscono una lettura critica e il controllo dei permessi effettivi. Se un’app non ha un’informativa sulla privacy chiara e accessibile, è un pessimo segno.

Considera i permessi richiesti come un primo filtro molto pratico. Se un’app chiede accesso a dati o funzioni che non sembrano avere senso per il suo scopo principale, è un forte indizio di potenziale raccolta dati eccessiva o rischi per la privacy, anche se l’app sembra funzionare bene.

### App essenziali e alternative attente alla privacy

Per molte app di uso comune, esistono alternative che mettono la privacy al primo posto. Valuta se possono fare al caso tuo:

#### App di messaggistica

##### WhatsApp

È l’app più diffusa, comoda perché ce l’hanno quasi tutti. Usa la crittografia end-to-end (basata sul protocollo di Signal) per le chat tra due persone e di gruppo, il che significa che solo tu e i tuoi interlocutori potete leggere i messaggi.

Però, è di proprietà di Meta (Facebook) e raccoglie diversi metadati (chi contatti, quando, quanto spesso, informazioni sul dispositivo, posizione approssimativa) che possono essere condivisi con Meta per vari scopi, inclusa la pubblicità. Inoltre, i backup su Google Drive o iCloud non sono criptati end-to-end per impostazione predefinita, rendendoli potenzialmente accessibili.

##### Signal

È considerata una delle alternative più sicure e rispettose della privacy. È gestita da una fondazione no-profit, il suo codice è open source (quindi verificabile da chiunque ), usa una crittografia end-to-end robusta per tutto (chat, chiamate, videochiamate, file) e raccoglie il minimo indispensabile di metadati (praticamente solo numero di telefono per la registrazione e data dell’ultima connessione ).

Offre funzioni specifiche per la privacy come i messaggi che scompaiono, il “Sealed Sender” che nasconde anche il mittente dai server di Signal , e la possibilità di usare uno username invece del numero di telefono per connettersi. Lo svantaggio principale? È meno diffusa di WhatsApp, quindi potresti dover convincere i tuoi contatti a usarla.

##### Telegram

Molto popolare, offre tante funzionalità e chat di gruppo enormi. Però, attenzione: **solo le “chat segrete” sono criptate end-to-end**. Le chat normali (le più usate) sono criptate solo tra te e i server di Telegram, quindi l’azienda potenzialmente può accedervi. Questo è un punto debole importante rispetto a Signal o WhatsApp (per le chat).

##### Threema

Un’altra opzione molto focalizzata sulla privacy, con sede in Svizzera (leggi sulla privacy rigide). È a pagamento, ma offre crittografia end-to-end per tutto e permette anche la registrazione anonima senza numero di telefono.

**Pro e contro:** Passare da WhatsApp a Signal significa guadagnare molto in privacy , ma potenzialmente perdere la comodità di avere tutti i contatti sulla stessa piattaforma. È una scelta personale basata sulle tue priorità.

#### Mappe

**Google Maps:** È lo standard de facto, potente e ricco di funzionalità. Però, come per altri servizi Google, la raccolta dati per personalizzazione e pubblicità è significativa.

#### Alternative Privacy-Focused (2025)

**OsmAnd:** Basata su OpenStreetMap (dati cartografici creati da una comunità globale), è open source, funziona offline ed è molto personalizzabile. Non traccia i tuoi spostamenti per profilarti.

**Organic Maps:** Un’altra ottima alternativa basata su OpenStreetMap, focalizzata sulla semplicità, l’assenza di tracciamento e il basso consumo di batteria.

**HERE WeGo:** Un concorrente storico di Google Maps, di proprietà di un consorzio di case automobilistiche tedesche. Generalmente considerato più rispettoso della privacy di Google Maps, offre buone mappe offline.

**Magic Earth:** Si promuove come un’app di navigazione gratuita che non ti profila, non ti traccia e non commercia i tuoi dati.

**Apple Maps:** Se usi un iPhone o iPad, Mappe di Apple è un’ottima scelta. Apple ha una reputazione migliore di Google per la privacy e le funzioni di Mappe sono migliorate molto negli anni.

**Waze:** Anche se popolare, Waze è di proprietà di Google, quindi non è una vera alternativa dal punto di vista della privacy.

**Per uso professionale (es. consegne):** Esistono app specifiche per la pianificazione di percorsi multi-stop che tengono conto anche della privacy, come *Zeo Route Planner*, *Circuit* o *OptimoRoute*.

**C’è un’app per tutto, ma serve davvero? Viva il minimalismo digitale! **

Siamo sommersi dalle app. Chiediti se hai davvero bisogno di un’app dedicata per ogni servizio. Spesso, la **versione web** di un servizio (accessibile tramite browser) offre le stesse funzionalità essenziali ma con meno tracciamento e senza richiedere permessi sul tuo telefono.

Valuta un approccio di **minimalismo digitale**: disinstalla le app che non usi regolarmente. Android e iOS hanno anche funzioni per rimuovere automaticamente i permessi (o addirittura le app) inutilizzate. Meno app hai, minore è la superficie di attacco per la tua privacy e sicurezza.

Molte delle alternative più attente alla privacy, come Signal  e le mappe basate su OpenStreetMap , sono **open source**. Questo significa che il loro codice sorgente è pubblico e può essere ispezionato da esperti di sicurezza indipendenti. Questa trasparenza è un fattore di fiducia importante, perché non devi fidarti solo delle promesse dell’azienda, ma puoi (o la comunità può) verificare come l’app funziona davvero.

### Benessere digitale: gestire notifiche e tempo d’uso

Oltre alla sicurezza, è importante considerare l’impatto delle app sul nostro tempo e sulla nostra attenzione.

**Disattivare le notifiche non essenziali**

Le notifiche costanti sono una delle principali fonti di distrazione e stress digitale. Sii spietato: disattiva le notifiche per tutte le app che non richiedono la tua attenzione immediata. Puoi gestire le impostazioni delle notifiche per ogni singola app:

- **Su Android:** Impostazioni > Notifiche > Notifiche app > > Disattiva le categorie non necessarie.

- **Su iOS:** Impostazioni > Notifiche > > Consenti notifiche (attiva/disattiva) o personalizza stile e suoni.

**Usare le funzioni integrate per monitorare e limitare il tempo**

Sia Android che iOS offrono strumenti potenti per capire quanto tempo passi sulle diverse app e per impostare dei limiti. Usali!

- **Android:** Cerca **“Benessere digitale e Controllo genitori”** nelle Impostazioni. Qui puoi vedere le statistiche di utilizzo, impostare timer giornalieri per le app (es. massimo 30 minuti su Instagram), programmare una “Modalità Riposo” che silenzia le notifiche e rende lo schermo in bianco e nero la sera.

- **iOS:** Vai su Impostazioni > **“Tempo di utilizzo”**. Offre funzioni simili: report sull’attività, “Limitazioni app” per impostare limiti giornalieri, “Pausa di utilizzo” per programmare periodi senza accesso a determinate app, e “Limitazioni contenuti e privacy”.

Questi strumenti, già presenti nel sistema operativo del tuo telefono , sono spesso più efficaci e rispettosi della privacy rispetto ad app di terze parti che promettono di fare la stessa cosa. Usarli ti aiuta a riprendere il controllo del tuo tempo e a ridurre l’uso compulsivo dello smartphone.

## Browser: la tua finestra sul web. Quale usare nel 2025?

Il browser è il programma che usi di più per accedere a internet. È la tua finestra sul web. Ma non sono tutti uguali. La scelta del browser può fare una grande differenza in termini di velocità, funzionalità e, soprattutto, privacy e sicurezza. Anche se Google Chrome è il più diffuso, esistono molte alternative valide, spesso più attente alla protezione dei tuoi dati.

### Panoramica veloce dei browser principali

Vediamo rapidamente i pro e i contro dei browser più comuni nel 2025, con un occhio di riguardo alla privacy:

**Google Chrome**

- *Pro:* È velocissimo, compatibile con praticamente tutti i siti web, ha un ecosistema enorme di estensioni , si integra perfettamente con i servizi Google (Gmail, Drive, ecc.) , e riceve aggiornamenti di sicurezza frequenti.

- *Contro:* È il meno indicato per la privacy. Google raccoglie una grande quantità di dati sulla tua navigazione per profilarti e mostrarti pubblicità mirata. È anche noto per consumare molte risorse del computer (RAM, batteria)

**Mozilla Firefox**

- *Pro:* È un’ottima scelta per la privacy. Ha una forte protezione anti-tracciamento integrata (Enhanced Tracking Protection) che blocca molti tracker e cookie di terze parti per impostazione predefinita. È open source, sviluppato da una fondazione no-profit (Mozilla) e non da un’azienda che vive di pubblicità. Ha un buon supporto per le estensioni, incluse quelle per la privacy. È l’unica alternativa principale che usa un motore di rendering proprio (Gecko), non basato su Chromium.

- *Contro:* Ha una quota di mercato minore rispetto a Chrome, il che significa che, in rari casi, qualche sito web potrebbe non essere perfettamente ottimizzato. A volte può risultare leggermente meno scattante dei browser basati su Chromium.

**Safari (per utenti Apple)**

- *Pro:* È il browser predefinito su Mac, iPhone e iPad. È ottimizzato per l’hardware Apple, quindi è molto veloce ed efficiente dal punto di vista energetico. Si integra perfettamente con l’ecosistema Apple (es. Handoff per continuare la navigazione tra dispositivi). Ha buone funzioni per la privacy, come l’Intelligent Tracking Prevention che blocca i tracker cross-site  e un Resoconto sulla privacy che mostra cosa è stato bloccato.

- *Contro:* È disponibile solo su dispositivi Apple. Offre meno opzioni di personalizzazione e ha un catalogo di estensioni più limitato rispetto a Chrome o Firefox.

**Microsoft Edge**

- *Pro:* È il browser predefinito su Windows, ma disponibile anche per altre piattaforme. È basato su Chromium, quindi offre ottima compatibilità e velocità, simili a Chrome. Si integra bene con Windows e i servizi Microsoft. Ha alcune funzioni di sicurezza interessanti (SmartScreen, Application Guard ) e spesso consuma meno risorse di Chrome. Integra funzionalità AI come Copilot.

- *Contro:* Come Chrome, anche Edge raccoglie dati di telemetria per Microsoft, sollevando alcune preoccupazioni per la privacy. La libreria di estensioni è più piccola di quella di Chrome, anche se compatibile con molte di esse.

#### Browser focalizzati sulla privacy

**Brave:** Basato su Chromium, ma con un forte focus sulla privacy. **Blocca pubblicità e tracker aggressivamente per impostazione predefinita** (“Shields”). Questo lo rende molto veloce. Offre una modalità di navigazione privata che può usare la rete Tor per maggiore anonimato. Ha un sistema opzionale (Brave Rewards) che ti permette di vedere annunci rispettosi della privacy e guadagnare una criptovaluta (BAT). *Contro:* La libreria di estensioni è più limitata di Chrome. Il sistema Rewards non piace a tutti.

**DuckDuckGo Browser:** Disponibile principalmente per mobile, ma anche come estensione e app desktop. Si concentra sulla semplicità e sulla privacy massima: blocca i tracker nascosti, forza le connessioni criptate (HTTPS) quando possibile, e offre un pulsante “Fire” per cancellare rapidamente schede e dati di navigazione. È associato all’omonimo motore di ricerca privato. *Contro:* Potrebbe mancare di alcune funzionalità avanzate o opzioni di personalizzazione presenti in altri browser.

Esistono anche altri browser come **Vivaldi** (basato su Chromium, estremamente personalizzabile), **Opera** (con VPN e ad-blocker integrati, ma la VPN ha dei limiti ), e il **Tor Browser** (massimo anonimato possibile, ma molto lento e non adatto all’uso quotidiano ).

Ecco una tabella riassuntiva per aiutarti a confrontare le opzioni principali:

| **Browser** | **Focus** | **Privacy** | **Sicurezza** | **Prestazioni** | **Pro** | **Contro** |
| --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- |
| **Google Chrome** | Ecosistema Google | Controlli privacy migliorati, ma raccolta dati elevata | Aggiornamenti frequenti, Safe Browsing | Molto Veloce | Compatibilità, Estensioni | Privacy (raccolta dati Google) |
| **Mozilla Firefox** | Privacy, Open Source | Protezione anti-tracciamento predefinita, No-profit | Aggiornamenti frequenti, Open Source | Veloce | Privacy, Indipendenza, Estensioni | Quota mercato minore, Rari problemi compatib. |
| **Apple Safari** | Ecosistema Apple | Intelligent Tracking Prevention, Privacy Report | Integrazione OS, Sandboxing | Molto Veloce (Apple) | Efficienza e Privacy su Apple | Solo su Apple, Meno estensioni |
| **Microsoft Edge** | Integrazione Windows | Prevenzione tracciamento, ma raccolta dati Microsoft | SmartScreen, Application Guard | Molto Veloce | Prestazioni, Integrazione Windows | Privacy (raccolta dati Microsoft) |
| **Brave** | Privacy Predefinita | Blocco Ads/Tracker predefinito, Opzione Tor | Basato su Chromium, Aggiornamenti | Molto Veloce | Privacy e Velocità “out-of-the-box” | Meno estensioni di Chrome |
| **DuckDuckGo Br.** | Privacy Semplificata | Blocco tracker, Forza HTTPS, Bottone “Fire” | Protezione tracciamento | Veloce (Mobile) | Semplicità e Massima Privacy [Implied] | Meno funzioni avanzate/personalizzazione |

È interessante notare come molti browser (Edge, Brave, Vivaldi, Opera) siano costruiti sullo stesso “motore” di Chrome (Chromium). Questo garantisce un’ottima compatibilità con i siti web, ma permette a ciascun browser di differenziarsi per filosofia e funzionalità, specialmente riguardo alla privacy.

Firefox resta l’unica **grande alternativa con un motore indipendente** , offrendo una diversità tecnologica importante. La privacy è diventata un campo di battaglia fondamentale: browser come [Firefox, Brave e DuckDuckGo](https://menteinformatica.it/hardware-dispositivi/chrome-brave-firefox-usarli-insieme/) la usano come punto di forza per sfidare il modello basato sui dati di Chrome.

### Impostazioni del browser per navigare più sicuri

Indipendentemente dal browser che scegli, ci sono alcune impostazioni che dovresti controllare e attivare per migliorare la tua sicurezza e privacy:

**Bloccare i Cookie di Terze Parti:** Questa impostazione impedisce ai siti web di salvare cookie che appartengono a domini diversi da quello che stai visitando (es. tracker pubblicitari). È una delle misure più efficaci contro il tracciamento cross-site. La maggior parte dei browser moderni offre questa opzione nelle impostazioni di Privacy e Sicurezza. Molti la stanno attivando per impostazione predefinita, ma vale la pena verificare che sia attiva.

**Attivare “HTTPS Sempre” o usare estensioni come HTTPS Everywhere:** HTTPS è il protocollo che cripta la connessione tra il tuo browser e il sito web, rendendo molto più difficile per altri intercettare i dati scambiati. L’impostazione “HTTPS Sempre” (o “Modalità solo HTTPS”) nel browser forza l’uso di connessioni criptate ogni volta che è possibile e ti avvisa se un sito non la supporta. Attivala nelle impostazioni di sicurezza. L’estensione *HTTPS Everywhere* (sviluppata da EFF e Tor Project) faceva lo stesso lavoro, ma oggi è meno necessaria grazie al supporto nativo dei browser.

**Navigazione in Incognito/Privata: quando serve davvero (e quando no):** Quasi tutti i browser offrono una modalità di navigazione “in incognito” o “privata”. È importante capire cosa fa e cosa non fa.

- **Cosa fa:** Apre una finestra separata che non salva la cronologia di navigazione, i cookie, i dati inseriti nei moduli *su quel dispositivo specifico* una volta chiusa la finestra.

- **Cosa NON fa:** **Non ti rende anonimo su internet**. Il tuo provider internet (ISP), il tuo datore di lavoro (se usi la rete aziendale), la scuola, e i siti web che visiti possono comunque vedere la tua attività. Non ti protegge da malware o phishing. Non impedisce il tracciamento basato su altre tecniche come il fingerprinting del browser.

- **Quando usarla?** Principalmente per non lasciare tracce *locali* sul dispositivo che stai usando (es. se usi un computer condiviso), per fare login temporanei senza salvare le credenziali, o per vedere come appare un sito senza essere influenzato dai tuoi cookie e dalla tua cronologia (es. per controllare i prezzi dei voli senza personalizzazione). **Non usarla pensando che ti protegga dalla sorveglianza o dal tracciamento online.** C’è molta confusione su questo punto , quindi è fondamentale essere chiari: non è una modalità per la privacy online vera e propria.

### Estensioni utili (ma senza esagerare)

Le estensioni possono aggiungere funzionalità preziose al tuo browser, ma vanno usate con cautela. Ecco quelle essenziali:

- **Ad-Blocker:** Come già detto, un buon ad-blocker migliora l’esperienza di navigazione, la velocità e la sicurezza. **uBlock Origin**  rimane la scelta consigliata perché è efficace, open source, leggero e blocca anche molti tracker. Alternative come AdBlock  o Adblock Plus  sono popolari, ma potrebbero essere meno performanti o permettere alcuni “annunci accettabili” (a volte a pagamento).

- **Gestore di password:** L’estensione del tuo gestore di password (come Bitwarden o KeePass con plugin ) è fondamentale. Si integra con il browser e compila automaticamente le credenziali, rendendo facilissimo usare password uniche e complesse ovunque.

- **Attenzione:** Non riempire il browser di estensioni! Ogni estensione che installi:

- Richiede dei permessi per accedere ai dati del browser o ai siti che visiti. Controlla sempre quali permessi chiede e se sono giustificati.

- Può potenzialmente rallentare la navigazione.

- Può rappresentare un rischio per la sicurezza se è sviluppata male, non viene aggiornata o, peggio, è malevola. Installa solo **estensioni da fonti ufficiali **(come il Chrome Web Store o gli Add-ons di Firefox), scegli quelle con buone recensioni e sviluppate da fonti affidabili, e limita il numero a quelle strettamente necessarie. Rivedi periodicamente le estensioni installate e rimuovi quelle che non usi più.

## Algoritmi: capire come funzionano per non esserne schiavi

Passiamo ore sui social media, guardiamo video su YouTube, leggiamo notizie su Google News, scegliamo film su Netflix. Dietro a tutto ciò che vediamo (o non vediamo) ci sono loro: gli algoritmi.

Ma cosa sono esattamente? In parole semplici, sono delle **serie di istruzioni o regole matematiche** che le piattaforme digitali usano per decidere quali contenuti mostrarci e in quale ordine. L’obiettivo principale di questi algoritmi, nella maggior parte dei casi, è uno: **tenerci incollati alla piattaforma il più a lungo possibile**, massimizzando il nostro coinvolgimento (engagement).

Capire, almeno a grandi linee, come funzionano ci aiuta a usare queste piattaforme in modo più consapevole e a non diventarne “schiavi”. Comprendere che l’obiettivo primario è l’engagement, e non necessariamente fornirci l’informazione più accurata o farci stare bene, è il primo passo per interpretare criticamente ciò che vediamo.

### Come “parlare” agli algoritmi (un po’)

Non possiamo controllare completamente gli algoritmi, ma possiamo influenzarli con il nostro comportamento. Ogni nostra azione invia un segnale:

- **L’importanza delle tue interazioni:** Ogni like, commento, condivisione, salvataggio, click, e persino il tempo che passi a guardare un post o un video, viene registrato dall’algoritmo. Questi sono i dati che usa per capire cosa ti piace e proporti contenuti simili.

- **Sii consapevole delle tue interazioni:** metti like o commenta solo ciò che vuoi davvero vedere di più. Ignora o scorri velocemente ciò che non ti interessa. Per esempio, su Instagram, interagire con Storie e Reels, e commentare i post, segnala interesse. Su Facebook, i post che generano conversazioni sono favoriti.

- **Usare le funzioni di feedback negativo:** Le piattaforme offrono strumenti per dire esplicitamente cosa non ti piace. Usali! Cerca opzioni come **“Non mi interessa questo post”**, **“Nascondi post”**, **“Non suggerire il canale”**, **“Smetti di seguire”**. Questo feedback diretto è molto più efficace che ignorare semplicemente il contenuto. Aiuta l’algoritmo a capire cosa *non* vuoi vedere.

- **Cercare attivamente contenuti diversi:** Non limitarti a consumare passivamente ciò che l’algoritmo ti propone nel feed. Usa la funzione di ricerca per trovare attivamente argomenti, creator, o pagine che ti interessano ma che non vedi spesso. Segui account che propongono punti di vista diversi dai tuoi. Questo aiuta a “insegnare” all’algoritmo che i tuoi interessi sono più ampi.

Ricorda: ogni tua azione online è un voto che dai all’algoritmo su cosa mostrarti dopo. Usare questi “voti” in modo consapevole ti dà un po’ più di controllo sul tuo feed.

### La “bolla informativa” (filter bubble): cos’è e come uscirne

Uno degli effetti più discussi degli algoritmi di personalizzazione è la creazione di una “bolla informativa” o “filter bubble”.

In pratica, l’algoritmo impara così bene i nostri gusti e le nostre opinioni che finisce per mostrarci **sempre e solo contenuti che confermano ciò che già pensiamo o che ci piace**, isolandoci da informazioni e prospettive diverse. È come vivere in una stanza degli echi (echo chamber) dove sentiamo solo la nostra voce riflessa.

**Perché è un problema?**

- Limita la nostra comprensione del mondo e di punti di vista differenti.

- Può rafforzare pregiudizi e polarizzare le opinioni.

- Rende più difficile il dialogo costruttivo con chi la pensa diversamente.

- Ostacola il pensiero critico, perché non siamo esposti a informazioni che mettono in discussione le nostre convinzioni.

**Come provare a uscirne?** Rompere la bolla richiede uno sforzo attivo , perché va contro la tendenza naturale degli algoritmi:

- **Diversifica le tue fonti d’informazione:** Segui attivamente testate giornalistiche, creator, pagine o persone che hanno opinioni e background diversi dai tuoi. Leggi notizie da fonti internazionali o con linee editoriali differenti.

- **Usa motori di ricerca alternativi (per le ricerche):** Quando cerchi informazioni online, prova a usare motori di ricerca che non personalizzano i risultati in base alla tua cronologia, come **DuckDuckGo**  o **Qwant**. Ti daranno una visione più neutrale dei risultati.

- **Interagisci con contenuti “scomodi”:** Fai uno sforzo per leggere articoli o guardare video che presentano punti di vista opposti ai tuoi, anche se ti irritano. Non devi cambiare idea, ma capire le ragioni degli altri. Cliccare su questi contenuti può anche segnalare all’algoritmo un interesse più ampio.

- **Pulisci la cronologia (con cautela):** Cancellare periodicamente la cronologia di ricerca su Google o la cronologia di visualizzazione su YouTube *può* aiutare a ridurre la personalizzazione spinta, anche se le piattaforme usano molti altri segnali per profilarti.

- **Parla con persone reali:** Sembra banale, ma una delle cose più efficaci è discutere di attualità o di altri argomenti con amici, familiari o colleghi che hanno idee diverse dalle tue, ascoltando le loro argomentazioni. Il confronto reale è spesso più ricco e sfumato di quello mediato dagli algoritmi.

### Algoritmi e benessere mentale

L’obiettivo degli algoritmi di tenerci incollati  può avere effetti negativi sul nostro benessere mentale. Il flusso infinito di contenuti, spesso progettato per suscitare emozioni forti (rabbia, invidia, ansia), può essere stressante e creare dipendenza.

- **Riconosci i contenuti dannosi:** Presta attenzione a come ti senti mentre usi i social o altre piattaforme. Ti senti più ansioso, inadeguato, arrabbiato dopo aver scrollato il feed? L’algoritmo potrebbe proporti contenuti che, pur essendo “coinvolgenti”, ti fanno male. Può trattarsi di notizie costantemente negative, confronti sociali irrealistici, polemiche sterili, o semplicemente un flusso che non ti permette mai di staccare.

- **Fai pause consapevoli:** Non devi essere sempre connesso. Programma delle pause regolari dai feed. Usa gli strumenti di “Benessere Digitale”  o “Tempo di Utilizzo”  per impostare limiti di tempo giornalieri per le app più problematiche. Metti via il telefono durante i pasti, prima di dormire, o quando sei con altre persone.

- **Cura attivamente il tuo feed:** Usa le funzioni “Non mi interessa”, “Nascondi”, “Smetti di seguire” non solo per uscire dalla bolla informativa, ma anche per ridurre l’esposizione a contenuti che ti generano stress o negatività. Segui account che ti ispirano, ti informano in modo equilibrato o ti fanno stare bene.

Ricorda che l’obiettivo dell’algoritmo (massimizzare il tempo sulla piattaforma) non sempre coincide con il tuo obiettivo (stare bene e usare il tempo in modo significativo). Riconoscere questo potenziale conflitto è il primo passo per gestire l’impatto degli algoritmi sulla tua salute mentale.

## Check-list rapida per la sopravvivenza digitale 2025

Ecco un riassunto pratico dei consigli fondamentali per navigare più sicuri nel 2025:

- Aggiorna sempre sistema operativo, app e browser appena disponibili.

- Usa password uniche, lunghe e complesse per ogni account, aiutandoti con un gestore di password.

- Attiva l’autenticazione a due fattori (2FA) su tutti i servizi che la offrono.

- Pensa due volte prima di cliccare su link o aprire allegati sospetti in email o messaggi (attenzione a phishing e smishing!).

- Controlla regolarmente i permessi che concedi alle app sul tuo smartphone e limita quelli non necessari.

- Sii consapevole di cosa condividi sui social media: meno informazioni personali sensibili condividi, meglio è.

- Fai backup periodici dei tuoi dati importanti (foto, documenti) su un disco esterno o un servizio cloud sicuro.

- Non fidarti ciecamente delle reti Wi-Fi pubbliche: usa una VPN se devi accedere a dati sensibili.

- Gestisci i consensi dei cookie sui siti web rifiutando quelli non essenziali e usa estensioni browser anti-tracciamento come uBlock Origin.

- Scegli app e browser valutando anche il loro impatto sulla tua privacy, considerando alternative più rispettose.

- Interagisci in modo consapevole con i contenuti online per “educare” gli algoritmi e cerca attivamente fonti e opinioni diverse per contrastare la filter bubble.

## Naviga informato, naviga meglio

Siamo giunti alla fine di questa guida. Speriamo ti sia utile per affrontare il mondo digitale del 2025 con un po’ più di sicurezza e consapevolezza. Abbiamo visto quanto sia importante proteggere la nostra privacy in un contesto dove AI e raccolta dati sono sempre più pervasive.

Abbiamo capito che scegliere con cura gli strumenti che usiamo ogni giorno – le app , i browser , le estensioni – può fare una grande differenza. E abbiamo esplorato come funzionano gli algoritmi che modellano la nostra esperienza online, e come possiamo interagire con loro in modo più attivo per non subirli passivamente.

Il messaggio chiave è semplice: **la consapevolezza è potere**. Capire i meccanismi, conoscere i rischi e sapere quali strumenti usare ti mette in controllo della tua esperienza digitale.

Il mondo digitale, però, non sta mai fermo. Le tecnologie, le minacce e le normative cambiano velocemente. Per questo, è importante mantenere un atteggiamento curioso e continuare a informarsi. Considera questa guida un punto di partenza, non di arrivo.

L’invito finale è a mettere in pratica questi consigli. Non serve diventare esperti di informatica o sicurezza. Basta un po’ di attenzione costante, l’adozione di qualche buona abitudine e l’uso degli strumenti giusti per rendere la tua vita online nel 2025, e oltre, più serena, sicura e soddisfacente. Naviga informato, naviga meglio!
