# Meta dice che Instagram è al sicuro. I profili continuano a essere rubati.

URL: https://menteinformatica.it/web-social/instagram-hack-meta-ai-account-rubati/
Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-01
Categoria: Web e Social

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**Meta ha dichiarato di aver risolto la vulnerabilità che permetteva di rubare account Instagram con un semplice messaggio a Meta AI. Gli account continuano a essere compromessi, e qualcuno sostiene che l’azienda abbia rimosso solo un bottone dall’interfaccia, lasciando aperta la porta sul retro.**

## Come funzionava l’attacco (e perché funziona ancora)

La tecnica è brutalmente semplice: basta inviare un **prompt testuale a Meta AI** chiedendogli di cambiare l’indirizzo email associato a un profilo Instagram. Fatto questo, l’account è praticamente sequestrato, e la cosa più inquietante è che l’attacco aggira l’**autenticazione a due fattori**.

Meta ha risposto con una dichiarazione del suo VP delle Comunicazioni, **Andy Stone**, che assicurava la questione “risolta”. Poi gli account hanno continuato a sparire.

⚠️ **Attenzione:** Se hai un account Instagram con un username corto o un numero elevato di follower, sei un bersaglio prioritario. Controlla subito l’email associata al tuo profilo nelle impostazioni e verifica che non sia cambiata senza che tu lo sappia.

## Il “fix” di Meta che non è un fix

Stando a quanto riportato dagli utenti del canale Telegram **Bugify Vault**, l’unica cosa che Meta ha effettivamente fatto è rimuovere il pulsante **“Get Support”** dall’interfaccia visibile. Gli endpoint API di Meta AI resterebbero però raggiungibili, e chi sa come farlo può ancora parlarci direttamente tramite bot Telegram e script.

È una patch cosmetica, non una correzione. [La ricostruzione di Android Authority](https://www.androidauthority.com/meta-ai-instagram-hack-continues-3673846/) cita anche **Jane Manchun Wong**, ingegnera di reverse engineering notissima nel settore, che ha visto hackerare due suoi account Instagram consecutivamente, entrambi dopo l’annuncio ufficiale di risoluzione. E **Esther Crawford**, già Director of Product Management su Twitter/X e oggi in carica da Meta, ha confermato di aver perso il suo handle a cinque lettere.

📌 **Da sapere:** Gli account presi di mira non sono scelti a caso. I profili con username brevi vengono “snipati” e rivenduti a chi vuole un nome vanity.

Quelli con molti follower vengono usati per la loro reach. Due mercati distinti, stesso vettore di attacco.

## Perché Meta si trova in questa situazione proprio adesso

💡 **L’analisi:** Meta ha tagliato oltre **8.000 dipendenti** e ne ha spostati altri **7.000 verso iniziative AI**, riducendo secondo fonti non confermate il team Trust and Safety di Instagram del 60%. Affidare contemporaneamente la gestione del supporto utenti allo stesso sistema AI che ora si rivela il vettore di attacco è una contraddizione che nessun comunicato stampa può coprire.

Il problema non è tecnico in senso stretto: è strutturale. Quando un’azienda svuota il reparto che presidia la [sicurezza dei propri prodotti social](https://menteinformatica.it/web-social/meta-chatbot-ai-hack-instagram/) per investire tutto sull’AI, e poi quell’AI diventa lo strumento dell’attacco, il cortocircuito è evidente.

Chi lavora nel settore lo chiama “attack surface expansion”: ogni nuovo sistema intelligente aggiunto senza adeguata protezione allarga la superficie esposta.

La mia lettura è che Meta abbia risposto alla crisi con la velocità di chi deve proteggere il titolo in borsa, non l’account dell’utente. Rimuovere un bottone e dichiarare il problema risolto non regge quando ingegnere e dirigenti della stessa Meta perdono il proprio handle poche ore dopo.

Se hai Instagram, cambia subito l’email di recupero e controlla i dispositivi collegati al tuo profilo: è l’unica cosa concreta che puoi fare adesso.

Ma il problema è ben più ampio, come mostra Il [68% delle truffe online parte da Meta](https://menteinformatica.it/web-social/truffe-meta-facebook-instagram-lloyds/): e l'azienda.

Stay tech 🦾
