# Il 10% dei ricavi di Meta viene dalle truffe. Nessuno la ferma.

URL: https://menteinformatica.it/web-social/meta-class-action-truffe-pubblicita-facebook/
Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-01
Categoria: Web e Social

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**Meta è al centro di una class-action depositata il 21 aprile a Washington D.C.: l’accusa è pesante e precisa, cioè che Facebook abbia deliberatamente guadagnato dalle pubblicità truffaldine mentre dichiarava di combatterle.**

## L’accusa: 16 miliardi di dollari da annunci-truffa

La denuncia è stata presentata dagli studi legali **Tycko and Zavareei LLP** e **Tech Justice Law**, per conto della Consumer Federation of America e degli utenti Facebook del distretto di Columbia. Si basa su documenti interni di Meta pubblicati da Reuters nel **dicembre 2025**.

Quei documenti interni mostrano che nel 2024 Meta stimava che circa il **10% dei propri ricavi** , circa **16 miliardi di dollari** , sarebbe arrivato da inserzioni di prodotti vietati o truffaldini. Gli utenti di Facebook sarebbero esposti a **15 miliardi di annunci ad alto rischio ogni giorno**.

Ogni giorno.

⚠️ **Attenzione:** Secondo la denuncia, Meta avrebbe respinto il 96% delle segnalazioni di frode valide inviate dagli utenti, mentre applicava tariffe premium agli stessi inserzionisti truffaldini per raggiungere gli utenti della piattaforma.

## Il cuore dello scandalo: Meta sapeva e faceva pagare di più i truffatori

Sarah Kay Wiley, attorney e managing director di Tech Justice Law, [ha dichiarato nella denuncia](https://mashable.com/article/meta-accused-of-profiting-from-scam-ads-in-class-action-lawsuit) che Meta avrebbe costruito un vero e proprio modello di business sulla “predatory deception”: far pagare un premio agli inserzionisti ad alto rischio per accedere agli stessi utenti che Meta prometteva di proteggere.

Un portavoce di Meta ha risposto a Mashable con la versione opposta: nel 2024 avrebbero rimosso oltre **159 milioni di annunci-truffa**, il 92% prima che qualcuno li segnalasse, e chiuso **10,9 milioni di account** collegati a centri truffaldini su Facebook e Instagram. Aggiungono che combattere le truffe conviene anche a loro perché “gli utenti non le vogliono, gli inserzionisti non le vogliono, e neanche noi le vogliamo.” Frase che suona un po’ diversa quando accanto ci metti i 16 miliardi stimati internamente.

## Perché questa vicenda riguarda anche noi in Italia

💡 **L’analisi:** Se i documenti interni di Meta reggono al vaglio processuale, questa causa potrebbe diventare un precedente per i regolatori europei già in pressing su Meta con il Digital Services Act , e per gli utenti italiani che hanno perso soldi cliccando su annunci fraudolenti su Facebook negli ultimi anni. I tempi della giustizia americana sono lunghi, ma l’esposizione documentale è già avvenuta: i numeri sono fuori.

La class-action arriva poche settimane dopo che Meta aveva annunciato **nuovi strumenti anti-frode** per Facebook e Instagram, inclusa una collaborazione con le forze dell’ordine. Il tempismo è imbarazzante: sembra più una risposta alla pressione pubblica che un cambio di rotta genuino.

Non è la prima volta che Meta gestisce i problemi con le PR invece che con i fatti , ho già scritto di come Meta sia stata [condannata per i danni ai minori](https://menteinformatica.it/sicurezza-privacy/meta-condannata-danni-minori-italia/) in Italia, e il pattern si ripete.

Quello che trovo particolarmente grave è il dettaglio sulle segnalazioni: se davvero Meta ha scartato il **96% delle denunce di frode valide** mentre incassava dai truffatori, non si tratta di un sistema imperfetto che non funziona. Si tratta di un sistema che funziona esattamente come qualcuno ha deciso che dovesse funzionare.

Vale la pena tenere d’occhio anche come Meta gestisce la trasparenza verso gli utenti più vulnerabili, perché il quadro complessivo non è rassicurante. E per chi usa gli occhiali Ray-Ban Meta, ricordo che anche lì la raccolta dati è tutt’altro che marginale: uno studio su VisionClaw ha mostrato cosa può fare un’IA always-on su quei dispositivi.

Stay tech 🦾
