# Vietare Instagram ai minori: chi ci riesce davvero

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Autore: Giorgio Perillo
Aggiornato: 2026-10-01
Categoria: Web e Social

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**Australia, Danimarca, Francia, Germania: il mondo sta per cambiare radicalmente il modo in cui i bambini usano Instagram, TikTok e compagnia. E l’Italia, come al solito, guarda da lontano.**

## Australia: prima al mondo, con multe da capogiro

A **dicembre 2025** l’Australia ha fatto quello che sembrava impossibile: ha **vietato per legge** l’accesso ai social media a tutti i minori di 16 anni. Non un’iniziativa volontaria delle piattaforme, non un codice etico: una legge con denti veri.

Le piattaforme coinvolte sono **Facebook, Instagram, TikTok, X, Snapchat, Threads, Reddit, Twitch e Kick**. Chi non si adegua rischia sanzioni fino a **49,5 milioni di dollari australiani**, circa 34 milioni di dollari americani.

Non proprio spiccioli.

📌 **Da sapere:** Il ban australiano esclude esplicitamente **WhatsApp** e **YouTube Kids**. La logica è che siano strumenti con finalità diverse rispetto ai social “puri”, anche se la distinzione è discutibile.

La parte tecnicamente interessante è la verifica dell’età: le piattaforme devono usare **metodi multipli** e non possono fidarsi della semplice autodichiarazione dell’utente. Traduzione: niente più “inserisci la tua data di nascita” e via.

Parliamo di sistemi di verifica reali, con tutte le implicazioni sulla privacy che ne conseguono.

Devo essere onesto: capisco il problema che si vuole risolvere, ma un sistema che richiede la verifica dell’identità di tutti gli utenti per separare i minorenni dai maggiorenni mi mette a disagio. Stai chiedendo a miliardi di adulti di dimostrare la propria età per tutelare una minoranza, per quanto vulnerabile.

Il rischio di creare infrastrutture di sorveglianza permanente è reale.

## Europa si muove: Danimarca, Francia e Germania nel mirino

Il modello australiano ha fatto scuola. La **Danimarca** ha annunciato a novembre 2025 il divieto per i minori di **15 anni**, con una maggioranza parlamentare solida , tre partiti di governo più due di opposizione.

La legge potrebbe diventare operativa entro **metà 2026**.

Il governo danese sta anche sviluppando una **app di “evidenza digitale”** con strumenti di verifica dell’età integrati. È un approccio interessante: invece di delegare tutto alle piattaforme, lo Stato costruisce l’infrastruttura.

Meno dipendenza da Meta e compagni, ma più dati nelle mani del governo. Scegli il tuo male.

In **Francia**, a fine gennaio 2026, l’Assemblea Nazionale ha approvato un disegno di legge per il divieto ai minori di **15 anni**. Il presidente **Macron** ha sostenuto la misura pubblicamente, agganciandola al tema del tempo-schermo eccessivo.

Il testo deve ancora passare il Senato prima del voto finale alla camera bassa.

In **Germania**, a febbraio 2026, i conservatori del cancelliere **Friedrich Merz** hanno messo sul tavolo una proposta per vietare i social ai minori di **16 anni**. Siamo ancora a livello di discussione interna alla coalizione, ma il fatto che si parli seriamente è già un segnale forte.

⚠️ **Attenzione:** Amnesty Tech e altri critici sostengono che questi divieti siano **inefficaci** e ignorino la realtà dei giovani di oggi. Il rischio è di spingere i minori verso piattaforme non regolamentate o di creare sistemi di verifica invasivi per tutti gli utenti adulti.

## E l’Italia? Il silenzio assordante di Roma

Mentre mezzo mondo legifera, l’Italia procede a velocità di crociera ridotta. L’**AGCOM** ha avviato da tempo riflessioni sulla tutela dei minori online, e il **Codice di condotta europeo per i servizi digitali** impone già obblighi alle grandi piattaforme, ma una legge nazionale specifica sui social e i minori non c’è.

La realtà pratica per i genitori italiani è che oggi un tredicenne può aprirsi un profilo **Instagram** o **TikTok** dichiarando di avere 16 anni e nessuno lo ferma davvero. Le piattaforme hanno sistemi di verifica che sono poco più di teatro.

Se sei genitore e stai cercando di capire come muoverti nel frattempo, ti consiglio di leggere Come vivere e sopravvivere nel web e sui social nel 2025: privacy, app, browser e algoritmi, dove affronto proprio il tema di come usare consapevolmente questi strumenti senza farsi travolgere.

✅ **In sintesi:** Australia ha già la legge attiva. Danimarca, Francia e Germania ci stanno arrivando entro il 2026.

L’Italia non ha ancora una proposta concreta sul tavolo del Parlamento.

## Il nodo vero: funziona davvero vietare i social ai minori?

Questa è la domanda che pochi si fanno davvero. I sostenitori dei divieti citano studi su **cyberbullismo, dipendenza, problemi di salute mentale** e rischi legati ai predatori online.

E i dati sui danni psicologici dei social sui minori , in particolare sulle ragazze adolescenti , sono preoccupanti e documentati.

Però c’è un problema di fondo: **i VPN costano tre euro al mese** e un quindicenne sveglio ci mette dieci minuti a bypassare qualsiasi blocco geografico. Vietare formalmente l’accesso senza un sistema di verifica dell’identità robusto significa fare una legge simbolica, buona per i comunicati stampa e poco più.

Il sistema australiano è quello più serio perché mette in carico alle piattaforme l’onere della verifica e le sanziona pesantemente se non lo fanno. Ma crea un precedente che mi spaventa: per verificare che un bambino non acceda a Instagram, costruisci un’infrastruttura che sa chi sei tu ogni volta che apri un’app.

Per approfondire come funziona il lato oscuro dei dati che cediamo quotidianamente, Il manuale completo di web e social 2025 è un punto di partenza utile.

La mia posizione è netta: proteggere i minori online è urgente e necessario, ma farlo costruendo sistemi di sorveglianza universale è la ricetta per risolvere un problema creandone uno peggiore. Serve un approccio che metta la pressione sulle **piattaforme e sul loro design** , notifiche compulsive, feed algoritmici ottimizzati per il tempo-schermo , non solo sull’accesso anagrafico.

Finché Meta guadagna mostrando contenuti alle tre di notte a un quattordicenne insonne, una legge sull’età è solo un cerotto su una frattura.

Stay tech 🦾
